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Campagna anti-infarto: un defibrillatore in ogni condominio STAMP - Salute

Firenze – In Italia, l’80% degli arresti cardiaci avviene in una abitazione. Dei 60 mila italiani che muoiono per questa patologia, solo il 2% riesce a sopravvivere. Per riuscire a fermare questa ecatombe bastano soltanto tre cose: persone che chiamino il 118, persone che sappiano fare e facciano il massaggio cardiaco e defibrillatori nelle vicinanze del paziente in arresto.

Quindi diventano fondamentali sia la diffusione in più luoghi possibili della città dei dispositivi di primo intervento sia la formazione del numero massimo di persone in grado d’intervenire fattivamente nella defibrillazione del soggetto soggetto ad arresto cardiaco. Prima avviene questo intervento e più possibilità ha la persona di sopravvivere. Nonostante la sensibilizzazione in materia di defibrillatori sia aumentata molto rispetto a qualche anno fa, l’obbligo per questo dispositivo salvavita è presente solo per le società sportive, ed ancora oggi non è del tutto chiara al cittadino comune la distinzione tra infarto ed arresto cardiaco.

Si parla infatti di infarto, nella maggior parte dei casi, in presenza della chiusura di una coronaria , con conseguente insufficiente apporto di sangue al cuore. Questo causa la morte di un certo numero di cellule cardiache. L’arresto cardiaco si verifica invece quando, d’un tratto, il cuore comincia a battere a forte velocità e a vibrare, compromettendo la capacità dell’organo di pompare il sangue al corpo e al cervello. In assenza di un intervento immediato, l’arresto cardiaco improvviso può portare al decesso nell’arco di pochi minuti. E’ importante interventire entro i primi 5 minuti dall’evento per non riportare conseguenze nel soggetto colpito dovute alla carenza di ossigeno a organi e tessuti, ivi compreso il decesso.

Dalla necessità di continuare a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della cardioprotezione e dell’utilizzo del defibrillatore, Trenta Ore per la Vita, grazie alla collaborazione del partner tecnico, EMD112 e del contributo del medico esperto in manovre di rianimazione cardiopolmonare, Marco Squicciarini, ha sentito la necessità di lanciare un nuovo progetto rivolto a tutte le famiglie italiane, “Cardioproteggi il Tuo Condominio”.  Trenta Ore per la Vita ha creduto nella possibilità di invertire questa tendenza. Infatti, oggi sappiamo che Il 70% delle persone colpite da arresto cardiaco potrebbe essere salvato con l’impiego tempestivo di un defibrillatore.

Il defibrillatore è un dispositivo che invia una scarica elettrica al cuore per ripristinarne il regolare ritmo. Questo dispositivo è a prova di errore, non è possibile erogare scariche a soggetti che non ne hanno necessità, poiché è il dispositivo stesso a comprenderlo. La disponibilità dei defibrillatori ed il pronto impiego, associati ad attività informative e di sensibilizzazione in materia di primo soccorso, potrebbero salvare solo in Italia tra le 42.000 e le 48.000 vite ogni anno.

L’utilizzo, entro pochissimi minuti, di un defibrillatore semiautomatico esterno (DAE), utilizzabile anche da personale non sanitario, opportunamente formato, potrebbe salvare la vita alla persona colpita da arresto cardiaco nel 70%-80% dei casi. L’unico modo, quindi, per contrastare in maniera efficace l’arresto cardiaco è la presenza capillare sul territorio di defibrillatori: scuole, condomini, università, luoghi pubblici, società sportive, aziende, centri commerciali, mezzi di trasporto, etc.

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