energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Campagna vaccinale per le scuole, autisti scolastici lasciati fuori Breaking news, Cronaca

Firenze – A lanciare l’allarme per quello che è stato definito un vero e proprio “vulnus sanitario”, sono i Cobas comunali riguardo agli autisti scolastici. Sul tema, è pronta una mozione della consigliera regionale pentastellata Silvia Noferi che con ogni probabilità verrà discussa in consiglio nella prossima settimana.
Tutto inizia con l’avvio, alcuni giorni fa, della campagna vaccinale  della Regione Toscana rivolta a varie categorie di lavoratori; tra queste, anche agli operatori scolastici sia docenti che non docenti. “Oltre agli insegnanti e al personale di sorveglianza operano in diversi servizi di supporto alla scuola altre figure professionali, in particolare autisti addetti al servizio scuolabus e relativo personale che si occupa di sorveglianza e accudimento degli alunni a bordo degli automezzi, ovvero i cosiddetti “accompagnatori”, così come previsto dalle normative che regolano il trasporto scolastico”, dicono dai Cobas.
E il paradosso, inevitabile, emerge: “in virtù del fatto che gli accompagnatori sono inquadrati come “educatori” nel caso sia personale delle cooperative cui viene affidato il servizio in appalto dalle amministrazioni comunali o statali, oppure si tratti di personale pubblico ATA (ESE se si tratta di scuole comunali) sono tutti inseriti nella campagna vaccinale”. Ma gli autisti scolastici? Ebbene, loro no. Infatti, gli autisti delle aziende pubbliche  “sono generalmente inquadrati come “operatori autisti” o come “addetti a servizi tecnici” (soprattutto piccoli comuni) chiamati a gestire il servizio di trasporto scolastico”.
Gli addetti delle aziende o società private cui le amministrazioni affidano o appaltano parte o interamente i servizi sono inquadrati nella miriade di tipologie contrattuali​ applicabili, ma certamente, ribadiscono dal sindacato di base, “non come operatori scolastici”.
Tirando le fila, “al di là delle denominazioni dei profili professionali, nella sostanza questi lavoratori e lavoratrici addetti in maniera continuativa o prevalente ai servizi di cui sopra sono a tutti gli effetti da considerarsi operatori della scuola e di conseguenza da inserire nel programma vaccinale”.
La situazione riguarda molti Comuni della Toscana. “Dove abbiamo iscritti, più volte  abbiamo cercato di sensibilizzare i dirigenti, gli assessori competenti, oltre alle ASL di riferimento, sulla estrema delicatezza del servizio di trasporto scolastico – dicono i Cobas – abbiamo più volte cercato di dimostrare come fosse utilissimo, nell’ambito delle misure di contenimento della circolazione del Covid, stabilire protocolli sanitari, campagne di screening fino alla vaccinazione per questo personale. Ci siamo scontrati con incomprensibili muri di gomma o, peggio, qualcuno che negava la potenziale pericolosità di un servizio come il trasporto scolastico se non effettuato con le dovute precauzioni”.
I fatti, purtroppo, danno ragione ai lavoratori: si moltiplicano i casi di autisti ed accompagnatori positivi, come nell’ultima vicenda, salita agli onori della cronaca, nel comune di Pratovecchio-Stia, “dove​ è dovuto intervenire il sindaco per fermare il servizio e rintracciare tutti i bambini e relative famiglie in seguito al contatto con un autista positivo, tutti attualmente in quarantena”.
Inoltre, “nell’Autoparco comunale di Firenze si sono registrati 4 casi di positività tra gli autisti su trenta unità complessive, due con sintomi e due asintomatici individuati solo attraverso la campagna di screening e pertanto potenziali veicoli di contagio per molto tempo”.
Passando alla conformazione degli scuolabus, a differenza dei mezzi di trasporto pubblico, spiegano i lavoratori, non è possibile ricavare cellule protettive, come per esempio si è fatto sui mezzi ATAF. “Si tratta di automezzi il cui spazio interno è di pochi metri cubi, la cui aria si satura subito con la presenza di venti o più bambini più autista ed accompagnatore, specialmente nel periodo invernale nel quale è impossibile tenere aperti finestrini per il ricambio dell’aria. Gli spazi sono angusti, esiste un’unica porta nella parte anteriore, quindi nelle operazioni di discesa e salita i bambini passano a pochi centimetri dall’autista. I bambini sotto i sei anni sono esentati dall’obbligo della mascherina, così come gli alunni disabili di qualsiasi età (il trasporto alunni disabili viene garantito fino alle scuole superiori)”. Senza considerare le varianti del virus in via di rapida diffusione, che contagia anche i giovanissimi, secondo gli ultimi studi.
Quanti sono i lavoratori coinvolti? “A braccio – dicono dal sindacato di base – si possono stimare circa 500 addetti, in ambito regionale. Un numero che non metterebbe i crisi il programma vaccinale ma che, nello stesso tempo, tutelerebbe la salute di migliaia di alunni trasportati e relative famiglie”.
“Aver escluso gli operatori autisti di scuolabus dalla campagna vaccinale riservata al personale scolastico – concludono i Cobas – rappresenta un vero e proprio “vulnus sanitario” cui occorre porre prontamente rimedio se davvero l’obiettivo prioritario di questa fase è contenere la circolazione del virus e garantire la scuola aperta e in sicurezza”.
La questione, come preannunciato, è stata accolta da Silvia Noferi (M5S) che, con la mozione “Sull’inserimento della categoria “autisti addetti al servizio scuolabus” all’interno della macrocategoria “personale scolastico docente e non docente” inserita nel programma vaccinale della cosiddetta Fase 2”, presenterà il problema al consiglio regionale. Nella mozione, oltre alle richieste degli autisti e l’attenzione alla loro paradossale esclusione dalle vaccinazioni prossime, viene anche ricordato il rischio che il dilagare delle varianti renda ancora più grave la situazione.  Obiettivo della mozione, impegnare il Presidente e la Giunta Regionale “a promuovere presso il Governo, attraverso tutti i canali istituzionali previsti, l’inserimento della categoria “autisti addetti al servizio scuolabus” all’interno della macrocategoria “personale scolastico docente e non docente” inserita nel programma vaccinale della cosiddetta Fase 2”.
Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Translate »