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Camusso, non toccate le pensioni Società

E dopo l’Emma, la Susanna. Un attacco duro e puro al governo, alla manovra, e anche a certe posizioni della Confindustria a pochi giorni (poche ore, se vogliamo) del ri-lancio compiuto da Marcegaglia del manifesto degli industriali  da Firenze: Susanna Camusso sollecitata dall’intervistatrice Sabina Guzzanti sabato 24 settembre alla festa Fp-Cgil, non ha peli sulla lingua.
Di sicuro, un dato: da punti di vista diversi, ma il bersaglio delle due prime donne del Lavoro italiano restano comunque manovra e governo.

Prioritaria e condivisa la necessità di salvare un paese che “rotola su un piano inclinato” come aveva detto la presidente di Confidustria toscana Antonella Mansi, parlando di regione con facile estensione alla nazione; ma sull’analisi dei mali arriva la prima presa di distanza: “E’ evidente che la preoccupazione cresce, è evidente che il nostro Paese sta male, ed è altrettanto evidente però che è inutile inventarsi fantomatici patti sociali. Con questo governo non c`è nessun terreno se non quello di chiedergli che se ne vada”.

Messe le cose in chiaro, la segretaria della Cgil illustra i punti su cui impostare un piano di salvataggio per il Paese: “Bisogna dire esplicitamente che l’effetto delle manovre del governo sul paese è depressivo. Il primo tema su cui noi pensiamo sia necessario porre attenzione è quello dell’equità e della redistribuzione di risorse”.
E la patrimoniale? “Quando si dice una piccola patrimoniale, ci sembra del tutto insufficiente ad affrontare il tema della mancata redistribuzione della ricchezza.
Poniamo l’accento sull’urgente necessità di stabilire un piano straordinario per l’occupazione giovanile. Non a caso nelle nostre proposte lo collegavamo a una modifica dell’imposta di successione, per ottenere le risorse necessarie”.

Un altro punto della “ricetta” sindacale è un cavallo di battaglia del centrosinistra prodiano e non solo: “Credo che sia necessario continuare ad occuparsi dell’evasione fiscale e di produrre norme che siano effettivamente efficaci. Ci sembra un modo di recuperare risorse migliore rispetto a prospettati interventi sulle pensioni o alle privatizzazioni”.
In merito alle privatizzazioni, soprattutto se riguardano gli enti locali, Camusso sottolinea: “Il vero nodo è come si allenta il patto di stabilità, facendo partire un po’ di investimenti. La crescita parte nel momento in cui si rimettono in moto lavoro e occupazione”.

E sulle pensioni, tema caldo indicato da Confindustria come possibile e necessario campo di intervento:  "È assolutamente sbagliato considerare l’ipotesi di riforma delle pensioni come metodo per fare cassa – spiega Camusso – considerando inoltre (e detto da Confindustria ci stupisce ancora di più) che l’idea che si possa allungare per tutti l`età pensionabile è esattamente l`opposto di quello che avviene nei luoghi di lavoro, dove viene chiesto che ad una certa età si vada in mobilità o ci sia l`accompagnamento alla pensione. Credo che si dovrebbe smettere di usare degli slogan, che peraltro sono degli slogan che sono usati spesso anche alla Banca centrale europea, e dirsi che le risorse vanno cercate là dove ci sono: in chi non ha pagato in tutti questi anni, in chi pur avendo più risorse non ha contribuito allo sforzo del paese e lasciare invece in pace i lavoratori dipendenti. Mi pare abbiano già pagato prezzi altissimi".


 

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