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Cannabis, Toscana spinge la legalizzazione: favorevole ad uso e coltivazione Breaking news, Società

Firenze – La Toscana conferma la volontà politica di arrivare ad una legalizzazione delle “droghe leggere”. Via libera a maggioranza in Palazzo Panciatichi a due mozioni storiche e significative, ma con un dibattito politico che resta acceso su posizioni avverse rispetto all’argomento.

Sì Toscana a Sinistra ha chiesto la legalizzazione della cannabis impegnando la Giunta regionale a farsi portavoce, nei confronti del Parlamento, dell’auspicio che i provvedimenti di legalizzazione, coltivazione, lavorazione e vendita della cannabis e dei suoi derivati possano avere un iter rapido e positivo. Il Pd ha impegnato la Giunta ad attivarsi presso il Parlamento per arrivare con celerità all’approvazione della legge che regolamenta l’uso e la coltivazione della cannabis.

“Rendere legale l’utilizzo della cannabis, pur con tutte le garanzie a tutela della salute dei cittadini, specie dei minori, avrebbe ricadute positive in termini di deflazione del carico giudiziario, di liberazione di risorse disponibili per forze dell’ordine e Magistratura, per il contrasto di altri fenomeni criminali e per il prosciugamento di un mercato che, almeno in parte, è di appannaggio delle associazioni criminali” così la vede Tommaso Fattori, capogruppo Sì Toscana a Sinistra che ha aggiunto: “La legalizzazione della cannabis in Italia genererebbe un gettito fiscale assolutamente consistente, valutando che, con una regolamentazione analoga a quella dei tabacchi, ingenti risorse potrebbero essere destinate ad interventi di natura preventiva e riabilitativa ed a finanziare altri capitoli del bilancio pubblico”.

Alessandra Nardini ha presentato la posizione del Partito di maggioranza “legalizzare non significa deregolamentare, bensì mettere fine all’anarchia che domina il mercato della cannabis. Serve regolamentare la filiera della cannabis, dalla coltivazione alla vendita e al consumo. E rafforzarne l’uso anche a scopo terapeutico. L’appello ad andare avanti parte dalla Toscana e dai Giovani democratici che pochi giorni fa hanno raccolto oltre duecento firme a cui se ne stanno aggiungendo molte altre”.
Sfila dal PD Paolo Bambagioni, Pd, astenuto su entrambe le mozioni dichiara “Il Consiglio regionale dovrebbe occuparsi di questioni che maggiormente riguardano il suo campo di competenza e lasciare questo genere di questioni al Parlamento nazionale. Non mi sento, non votando questa mozione, di rafforzare gli affari malavitosi. Ritengo anzi che sia strumentale affermare che legalizzare significa combattere la Mafia. Sono anzi contrario alla legalizzazione della cannabis e delle droghe in generale perché creano un’alterazione negli individui e una dipendenza che va combattuta”. Diverso sarebbe il solo uso della cannabis in termini terapeutici: “Occorre valutare con attenzione l’uso della cannabis in terapia medica ed è più attinente al nostro ruolo. In quel caso, oltretutto, ci sono medici che sostengono che in alcune circostanze la cannabis può avere un effetto curativo”.
Tra gli astenuti oltre a Paolo Bambagioni anche Giacomo BuglianiEugenio GianiIlaria Giovannetti e Stefano Scaramelli.

Fortemente contrario Roberto Salvini, Lega Nord, che ha dichiarato è assurdo quanto si sta chiedendo. Mettiamo misure restrittive su tutto, sull’alcol e sul tabagismo, e poi si viene a chiedere la liberalizzazione delle droghe. Camuffare la liberalizzazione della droga sotto l’uso terapeutico od a vantaggio della salute è tra le ultime cose che potevo sentire in quest’Aula. Che la droga crea dipendenza e costi sociali non indifferenti, è sotto gli occhi di tutti. Mi meraviglio che certe proposte siano portate in Consiglio. Davvero credete che attraverso la droga libera si fa diventare i ragazzi che ne fanno uso più sani ed intelligenti e si interrompe il ciclo del mercato nero? Noi ci stiamo illudendo. Liberalizzare la droga vuol dire andare a penalizzare i nostri ragazzi”.
Manuel Vescovi, capogruppo Lega Nord ha aggiunto: “Ho fatto il poliziotto e ho visto gente che con la droga si fa male, molto male. Bisogna combatterla, la droga. Questa è una posizione che assumiamo con molta veemenza perché un conto è usarla a scopi terapeutici, un conto è dare la possibilità di comprarla ed utilizzarla liberamente. Combattiamo il mercato nero e mettiamo in galera chi vende la morte”.

Gabriele Bianchi, M5s, ha detto: “tutto fa male, anche mangiare dieci piatti di spaghetti può far male” se “qualcosa viene utilizzato senza limiti o controllo”. Secondo Bianchi, “la coltivazione e l’uso della canapa è ostacolata dalle multinazionali perché essa può essere usata anche per motivi non legati alla preparazione di droghe ed anzi solo una percentuale minima è utilizzata per il cosiddetto uso ricreativo. Il fatto che la canapa possa essere alternativa ai prodotti chimici e al petrolio nella realizzazione di manufatti, secondo Bianchi, fa sì che venga ostacolata dalle grandi aziende che temono la sua valenza commerciale dal momento che con essa si possono fare maglie, carta, indumenti”.

Per Giovanni Donzelli, FdI, “L’assioma che con la canapa si possono fare le magliette, non la rende buona a prescindere. Quando si parla di droga, si parla della vita delle persone e ciò non è un dettaglio. Combattere la droga è un dovere sociale”.

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