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Cantieri di Pisa, proposte concrete o cooperativa Cronaca

Sono pronti a costituirsi in cooperativa, i lavoratori dei Cantieri di Pisa, lo storico insediamento industriale che esprime una delle più alte eccellenze italiane per quanto riguarda la costruzione di navi di lusso. Una decisione prospettata oggi 10 novembre a fronte di quella che, spiegano i lavoratori in una nota, appare “una perdurante disattenzione e incapacità di iniziativa delle Istituzioni locali rispetto ad una vertenza che vede da oltre sei mesi i lavoratori e le loro famiglie esprimere una straordinaria capacità di resistenza e mobilitazione per garantire non solo a se stessi una prospettiva di lavoro ma anche la difesa di uno storico insediamento industriale in un’area strategica per lo sviluppo produttivo della città. Tale divario –prosegue la nota – suscita ogni giorno che passa sempre più inaspettati e pesanti interrogativi circa la reale volontà delle istituzioni pisane, ma non solo, di sostenere l’impegno e lo sforzo di lavoratori e sindacati per una positiva conclusione di questa vertenza”.
A circa un mese dall’ultimo incontro con il liquidatore Federico Galantini,   avvenuto in ottobre al tavolo istituzionale, i lavoratori non si sentono affatto rassicurati. Anzi.
“Anche le notizie raccolte in questo lasso di tempo  – spiegano – circa la reale consistenza industriale dell’unica proposta di interessamento all’ acquisto dei Cantieri di Pisa formalizzata in tutti questi mesi dal liquidatore, la Società austriaca TCF, non sembra corrispondere a quelle  necessità di  rilancio dell’attività produttiva e salvaguardia dei livelli occupazionali, bensì all’acquisizione del prestigioso marchio nonché degli scafi iniziati e da finire”.
E ciò che chiedono è chiaro: una rcionvocazione del liquidatore al tavolo regionale affinchè finalmente si sappia con chiarezza chi e se ci sono soggetti che hanno manifestato interesse all’acquisizione dei Cantieri. Anche per svolgere, come spiega la nota, “una trasparente interlocuzione”.
E se il quadro permane incerto, senza visibili e concrete manifestazioni d’interesse, i lavoratori decideranno di dare avvio alla procedura per la formazione della cooperativa.

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