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Capannoli, le ragazze raccontano il viaggio nei campi della morte Notizie dalla toscana

Capannoli – La sala del teatro comunale gremita di ragazzi, ma anche di genitori e nonni, ad ascoltare il racconto delle ragazze che hanno partecipato al pellegrinaggio ai campi di sterminio organizzato dall’ANED – Associazione Nazionale ex Deportati della Provincia di Pisa, a cui ha aderito il Comune di Capannoli finanziando il viaggio appunto ad alcuni ragazzi della terza media, accompagnati da un docente, e quest’anno anche dalla Sindaca Arianna Cecchini. Martina ed Elena, le ragazze che hanno partecipato al pellegrinaggio, hanno raccontato ai compagni commentando le foto del viaggio che in quei giorni ha insegnato loro “che la storia studiata sui libri è un’altra cosa”.

“Un’esperienza particolare, che tutti dovrebbero provare”, come hanno detto le ragazze “per non dimenticare”. Un impegno importante per l’Amministrazione Comunale, affinché i ragazzi imparino la storia dal vivo, un impegno che il Comune di Capannoli sta portando avanti in collaborazione con l’Istituto Comprensivo “S. Pertini”.

“Abbiamo deciso di fare la restituzione del pellegrinaggio aperta a tutta la cittadinanza, oltre che ai ragazzi delle terze medie, per far sì che non si dimentichi ciò che è accaduto in quei luoghi dell’orrore e che ogni giorno se ne parli anche in famiglia, tra nuove e vecchie generazioni” commenta la Sindaca Cecchini. E prosegue facendo un appello ai ragazzi “Siate partecipi del vostro futuro, non siate indifferenti a ciò che accade ogni giorno vicino a voi, a partire dai piccoli gesti quotidiani”. Una mattinata intensa, carica di emozioni e di riflessioni, con l’importante contributo di Laura Geloni, Vicepresidente della Sezione ANED Pisa, che ha portato la testimonianza del padre Italo, ex deportato nei vari campi visitati durante il pellegrinaggio. Un impegno preso dal Comune di Capannoli: portare nel prossimo Consiglio Comunale il Giuramento di Mauthausen, affinché venga affisso presso il Parlamento Europeo e farsi promotore affinché i campi di sterminio diventino patrimonio Unesco.

foto: Arianna Cecchini

 

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