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Capobianco: “Pmi escluse dal credito d’imposta per la ricerca” Economia

Firenze – Se non vengono modificati i criteri di accesso al credito d’imposta, le piccole e medie imprese sono di fatto escluse dalle agevolazioni per la ricerca». A dichiararlo, in una nota, il Presidente Nazionale di Conflavoro PMI Roberto Capobianco, intervenendo sulle disposizioni relative alle spese ammissibili per il credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo, introdotti dalla Legge di Stabilità 2015 e confermati dal recente decreto a firma dei Ministri Padoan e Guidi.

La norma prevede un credito d’imposta del 50% per le spese relative al personale qualificato e a contratti di ricerca stipulati con università, enti di ricerca e organismi equiparati e con altre imprese e del 25% per le quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio, oltre a competenze tecniche e privative industriali.

Per personale qualificato si intende in possesso di un titolo di dottore di ricerca, ovvero iscritto a un ciclo di dottorato presso un’università, ovvero in possesso di laurea magistrale in discipline di ambito tecnico e scientifico. «Questo limite – continua Capobianco – esclude migliaia di piccoli imprenditori che da anni svolgono in proprio ricerca e innovazione, magari con l’ausilio di periti e tecnici con esperienza decennale. Inoltre non sono ammesse a contributo tutte le altre spese, neanche quelle relative all’acquisto di materiali e forniture o le spese generali».

La normativa europea, esplicata nel regolamento Ue n.651/2014, prevede infatti criteri molto meno restrittivi, con una definizione più ampia sul personale e sulle spese ammissibili.

Una situazione inconcepibile secondo Capobianco, che lancia una proposta per ampliare la platea dei beneficiari di questa misura. «Sosteniamo con forza l’appello lanciato da ClubMep, chiedendo ai Ministeri di Finanze e Sviluppo Economico di rivedere i criteri di questa agevolazione. Tra le priorità è necessario ampliare le spese ammissibili, inserendo anche le spese generali e quelle per i materiali. Inoltre è fondamentale considerare nel personale qualificato anche i soggetti con esperienza di almeno 5 anni nel settore, così come già previsto dal bando della Regione Toscana, la prima che ha circoscritto i costi ammissibili del personale.

Per il rilancio della nostra economia è necessario investire ogni giorno di più su ricerca e sviluppo. Non possiamo lasciare fuori da questa sfida le piccole e medie imprese, il cuore pulsante dell’Italia» conclude Capobianco.

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