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Capodanno cinese: la comunità chiede più sicurezza Cronaca, Società

Prato – Sono cominciati  a Prato i festeggiamenti per il Capodanno cinese che quest’anno vede protagoniste ‘Le  Luci’ una festa con ben tre eventi a Prato dal 19 al 21 febbraio “per un quartiere più bello e più pulito”, voluta dalle associazione Compost Prato col sostegno della Regione Toscana e del Comune nell’ambito del Progetto Prato, in collaborazione con numerose associazioni italiane e cinesi per “rafforzare il senso di comunità per superare i problemi di convivenza che possono svilupparsi e sono progetti come questo che davvero lavorano per costruire un tessuto di integrazione reale, a creare esperienze valide in generale per tutte le comunità presenti sul territorio”. Così ha dichiarato la vicepresidente della Regione Toscana Monica Barni, che insieme al Vicesindaco del Comune di Prato Simone Faggi, Cristina Pezzoli di Compost Prato e Anna Zhao segretaria del Tempio dei cinesi buddisti della città, ha presentato l’iniziativa.

La festa delle Luci comincerà  venerdì 19 febbraio con il progetto Camminare; il 20 febbraio Pulire, con installazione a sera delle Lanterne Cinesi giganti in collaborazione con il Festival delle Lanterne di Monza, per concludersi domenica 21 febbraio con una vera e propria festa di quartiere con bancarelle di prodotti tipici italiani e cinesi, degustazioni e street food, con il lancio a fine serata delle caratteristiche lanterne in carta cinesi, le mongolfierine dei desideri.

“L’augurio che mi sento di esprimere a nome dell’associazione Cervo Bianco”, dice il segretario Jack Ye, nato in Cina, diplomato all’Istituto d’arte ( autore di numerose mostre artistiche e attualmente frequenta i corsi di Economia aziendale), è che questa manifestazione dimostri quanto amore il nostro popolo desideri trasmettere alla città e ai pratesi e quanto sia forte la nostra volontà di continuare a vivere in pace e in armonia nel rispetto delle leggi e della legalità”.

“A Prato, prosegue il Segretario, su una popolazione di 200.000 abitanti, 50.000 sono cinesi e ultimamente ci sono stati  non pochi spiacevoli episodi, soprattutto verso le nostre donne, che dopo esser state derubate del portafoglio, della borsa, sono dovute ricorrere  alle cure del 118. La nostra comunità ha  risposto con i messaggi pacifici della cultura e  della legalità cioè con manifestazioni e appelli alle forze dell’ordine e agli enti competenti, perché la sicurezza è per tutti noi, sia cinesi che italiani, un tema troppo importante e che non va sottovalutato”.

Un’emergenza, continua Jack Ye,”nelle zone calde del Serraglio, Macrolotto, il centro storico che viene da lontano e non ce la sentiamo di puntare il dito nei confronti di questa giunta comunale, con la quale abbiamo realizzato e realizzeremo una serie di importanti progetti di riqualificazione, ma ci auspichiamo in breve tempo una sempre più stretta collaborazione tra la questura, la prefettura e le forze dell’ordine, magari anche l’utilizzo delle telecamere dove necessario, perché non si ripetano più simili fatti .”

“È vero anche che l’informazione soprattutto quella di alcune reti televisive non aiuta la nostra comunità”, (pochi giorni fa infatti  in  una trasmissione televisiva di Rete Quattro, la Confesercenti  di Rovigo ha accusato la comunità locale cinese di togliere loro il lavoro), “ma noi invece a Prato con il Pronto Moda”, ci spiega Luigi Wang,”abbiamo dato una nuova vitalità alla città e lavoro non solo ai cinesi ma anche agli italiani e intendiamo continuare a farlo”.

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