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Carceri, Alberti: “Strutture carenti: Regione in ritardo” Dibattito politico

Firenze –  L’intervento di Jacopo Alberti consigliere regionale della Lega in Commissione regionale Sanità e politiche sociali, durante l’audizione su San Gimignano. 

La Regione Toscana non è in ritardo con i lavori di ristrutturazione solo sull’ex carcere del Pozzale, come ho denunciato la scorsa settimana, ma anche nelle altre strutture detentive. E il problema – dice il consigliere regionale della Lega, Jacopo Alberti – all’interno delle comunità carcerarie, come emerso in commissione, è proprio l’alto numero di detenuti con disturbi mentali che dovrebbe stare in un altro posto, seguire un altro percorso. Oggi dovevamo parlare di San Gimignano, alla luce dell’inchiesta che è stata avviata, ma abbiamo avuto una panoramica su tutte le strutture, che ha evidenziato una grave carenza da parte della Regione. Non possiamo abbandonare né i detenuti, né i pazienti, né tutto il personale che lavora in queste strutture, e che ogni giorno affronta situazioni precarie al limite del pericoloso”.

Dalla Regione ci dicono che la Rems del Pozzale di Empoli non aprirà fino a febbraio 2020, cioè a 3 anni quasi esatti dalla chiusura dell’Ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo Fiorentino: da tre anni la Regione non riesce a riaprire una struttura che sarebbe fondamentale per la cura e la gestione di detenuti particolarmente complessi. Non sappiamo a che punto siano i lavori di ristrutturazione, sappiamo solo che la struttura doveva essere pronta prima della chiusura dell’Opg, infatti è chiusa del 2016. C’era un piano da 800.000 euro, ma la Regione ha avuto dalla Stato 11,5 milioni per provvedere alla chiusura dell’Opg. Nei prossimi giorni chiederò spiegazioni dettagliate su quei fondi, voglio sapere come sono stati utilizzati”.

Dalla rilevazione dell’Ars risulta che su 3100 detenuti, 912 hanno presentato almeno un disturbo psichiatrico. Le diagnosi prevalenti sono disturbi da dipendenza di sostanze (14%), il 5,4% presenta disturbi nevrotici e di adattamento, disturbi di personalità e comportamento (4%), il 3,5% sono alcol-correlati, il 2,9% è affetto da disturbi affettivi psicotici e l’1,5% depressivi non psicotici, oltre a un 3,5% di detenuti che presentano sintomi e sindromi non classificate. Ma le strutture, sia carcerarie che Rems – conclude l’esponente della Lega – dovrebbero aiutare detenuti e pazienti a rientrare nella comunità, a guarire: in questa situazione, nessuno migliora, e il personale è continuamente sotto stress. Ho letto delle proteste di Corleone: evidentemente non siamo gli unici ad esserci accorti che in Toscana ci sono gravi carenze da gestire e ritardi inaccettabili”.

Foto: Jacopo Alberti

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