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Carceri, Betori: “Drammatico affollamento, si provveda” Cronaca

Evidenze sempre più schiaccianti e drammatiche sul sistema penitenziario italiano, di nuovo sotto i riflettori per una protesta dei detenuti, questa volta nel carcere di Viterbo, nella quale molti sono stati i feriti.  Sempre più insostenibile e ingestibile il sovraffollamento dei detenuti nelle carceri.  L'arcivescovo di Firenze, Giuseppe Betori, leggendo ieri sera durante la messa per la solennità di Maria Santissima, una lettera ricevuta da un gruppo di detenuti del carcere fiorentino di Sollicciano, ha rilanciato il loro appello per rendere vivibile la condizione carceraria. Il personale della Polizia penitenziaria che si trova ad affrontare le conseguenze di un'emergenza, ormai divenuta cronica, ha rinnovato il proprio appello, attraverso il sindacato autonomo Sappe, per provvedimenti realmente efficaci, sottolineando che fatti come quelli di Viterbo sono la conseguenza di una "indifferenza diffusa", anche da parte della politica e dei vertici dell'ammininistrazione penitenziaria. Sempre a Firenze i radicali dell'associazione "Andrea Tamburi" hanno manifestato al piazzale Michelangelo per chiedere al Parlamento l'approvazione dei provvedimenti di amnistia e indulto, ''unici strumenti – spiega la nota – in grado di ristabilire la legalità costituzionale ed europea, così come auspicato dal Presidente della Repubblica nel suo messaggio alle Camere e ancora ieri nel messaggio di Capodanno".

Le dichiarazioini
"Possa la mia voce – ha detto Betori – far risuonare le parole dei detenuti" con maggior forza nella coscienza di quanti possono e debbono provvedere. Troppe promesse sono purtroppo annegate nel nulla. Non questa volta, per favore".  L'arcivescovo ha riportato i dati che confermano una situazione sostanzialmente invariata, se si considera una diminuzione dei detenuti, in 4 anni, di circa 750 unità: "il 31 dicembre 2009 i detenuti erano 64.791 e, nonostante tre leggi – ha sottolineato betori – presunte 'svuota-carceri' Alfano-Severino-Cancellieri i detenuti sono 64.047, lo scorso 30 novembre 2013".  "Ogni tanto si varano provvedimenti che impropriamente si definiscono svuota – carceri ma la realtà è – ha aggiunto Betori – che la situazione di affollamento dei penitenziari è sempre drammaticamente grave, a tutto danno del lavoro dei poliziotti penitenziari".

"Abbiamo in più occasioni detto che le gravi condizioni di vivibilità delle carceri italiane incidono negativamente principalmente sulle condizioni di lavoro dei poliziotti penitenziari che vi lavorano in prima linea. Ma poco o nulla – ha osservato Donato Capece, segretario generale del sindacato sutonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), commentando i disordini di Viterbo – è cambiato, anche in sede parlamentare".

 

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