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Carceri sempre più affollate, crescono i suicidi Cronaca

Un ventisettenne marocchino si impicca in una camera di sicurezza della Questura di Firenze. Nello stesso giorno, il 28 gennaio 2012, all’inaugurazione del nuovo anno giudiziario il presidente del tribunale di Sorveglianza di Firenze, Antonietta Fiorillo, dice nella sua relazione "Corre l'obbligo di segnalare la gravissima situazione che da tempo sta vivendo il carcere in quanto tale, con riferimento a tutti gli istituti della regione con l'eccezione di Empoli, Gozzini (Firenze), Gorgona, Grosseto, Porto Azzurro e Volterra: il numero dei soggetti ristretti va ben oltre quello della 'capienza regolamentare' e spesso della 'capienza tollerabile".
Vale a dire, il problema primario in questo momento per le carceri italiane è il sovraffollamento.
Il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, pur ammettendo che il problema esiste nel corso del programma televisivo “Che tempo che fa”,  dichiara: ''Io l'amnistia la vedo come un atto di clemenza legato a fatti particolari, se dev'essere uno svuotacarceri come cittadina mi ribello, non può essere la soluzione''. E sulla questione postale dal conduttore circa la presenza di 70 bambini nelle carceri italiane, risponde “una questione da risolvere, un problema che non mi ero posta”. E sempre ieri 28 gennaio, il senatore radicale Marco Perduca, membro della commissione Giustizia, presente a Firenze per la manifestazione di protesta organizzata dal suo partito sul tema delle condizioni delle carceri italiane in contemporanea con l’inaugurazione dell’anno giudiziario fiorentino, dichiara: ''Se mai ce ne fosse stato bisogno, questa tragica vicenda (del suicidio) più che porre dubbi, seppur fondati, sulle camere di sicurezza, ci denota e connota ancora una volta chi oggi occupa il sistema penale, specie se non italiani: persone con consumo problematico di sostanze stupefacenti, abbandonate a se stesse in permanente entrata e uscita dalle carceri”.
Una questione, quella delle cosidette “camere di sicurezza” che si inserisce a pieno titolo nella più generale problematica carceraria: pensate dal Governo come un mezzo per decongestionare le carceri, riservate solo a quei soggetti accusati di reati non gravi  e in attesa di processo per direttissima.
Decreto osteggiato dai sindacati delle forze dell’ordine, che hanno sempre dichiarato l’inadeguatezza del mezzo allo scopo, sia per questioni strutturali (la fatiscenza delle strutture in uso alle forze dell’ordine a Firenze), sia per l’impossibilità fisica, oltre che per la mancanza di mezzi tecnici adeguati, da parte delle forze dell’ordine di far fronte aun compito inatteso come quello della sorveglianza.
Un punto di vista ribadito in due durissimi comunicati di Silp Cgil e Siulp.

Tornando al cuore del problema, è il sovraffollamento a rendere inammissibili le condizioni di vita nei carceri italiani e toscani. Per quanto riguarda la Toscana, a Sollicciano, al 30 giugno 2011, si trovavano 974 detenuti rispetto a una capienza di 497; Prato, 701 detenuti su 476 posti; Livorno, 425 persone su 284 posti; Pisa, 377 su 225; Lucca, 163 su 113; San Gimignano, 421 su 235; Siena 79 su 50; Massa Marittima, 36 su 28 posti disponibili.

Un sovraffollamento che risente, come ha puntualizzato la presidente Fiorillo, anche della criticità del turn-over, vale a dire del momento della custodia in carcere degli arrestati inflagranza di reato, condotti magari in istituti in cui non ci sono le condizioni per “ospitarli”, anche solo per qualche giorno o per qualche ora.
Un tema di cui si è occupato il cosidetto decreto svuotacarceri del governo, condiviso dai magistrati, che deve il suo pregio, come sottolinea il presidente della corte d’appello di Firenze Fabio Massimo Drago, anche al suo ruolo di aver messo in evidenza la situazione di emergenza delle carceri italiane.

 

Un’emergenza nell’emergenza riguarda anche le grosse carenze sotto il profilo dell’assistenza sanitaria e della sua ricaduta sul disagio psicologico: nel 2011 ci sono stati in Toscana 2009 eventi critici, fra cui 498 autolesionismi, 143 tentativi di suicidio, quattro suicidi (a Sollicciano, al Gozzini, a Montelupo, a Livorno), 306 atti di aggressione fra detenuti, 20 aggressioni contro agenti di custodia. A Firenze, il suicidio del giovane marocchino è il terzo dell’anno in città, il primo in camera di sicurezza della Questura.

 

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