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Carceri: sulla soglia dell’inferno, solo posti in piedi Società

Alessandro Margara, il garante dei detenuti della Toscana, oggi, in consiglio regionale, ha vuotato il sacco. Quello delle cifre, innanzitutto: 4163 i detenuti nelle carceri toscane, con un tasso di sovrafollamento pari al al 127,2%, inferiore alla media nazionale che è al 134%, "ma solo perchè – precisa – la capienza dei nostri istituti è sovrastimata''. Senza dimenticare le realtà in cui i dati sembrano impossibili anche sulla carta, come "Firenze Sollicciano con il 183%, Pistoia con il 189%, Pisa con 160%, o Siena con 178%''. E, nel corso della seduta speciale del Consiglio regionale dedicata al sovraffollamento delle carceri tenutasi oggi, Margara ha ricordato che, rispetto al gennaio 2010, anno della dichiarazione di 'Stato di emergenza nazionale' per l'eccessivo sovraffollamento degli istituti penitenziari a cui ha fatto seguito il Piano carceri dell'allora ministro Alfano, ''la situazione, in Toscana come altrove, è sostanzialmente identica. All'epoca in Toscana erano detenute 4.334 persone in 3.233 posti. Oggi quel tasso arriva al 127,2% perché condizionato dalla crescita della capienza del sistema penitenziario, in Toscana pari a 331 unità (11% superiore rispetto al 6% a livello nazionale)''.

Ma davvero è reale questa crescita degli spazi? Secondo Margara no, deriva solo ''da un diverso calcolo degli spazi disponibili e i dati, pur diffusi dal Dap, non appaiono attendibili''. Inoltre, informa Margara,''il Piano carceri non prevede per la Toscana nuovi istituti o nuovi padiglioni. Eppure la capienza in Toscana sarebbe cresciuta significativamente. La maggior parte di questo aumento sarebbe da imputare all'aumento della capienza dell'opg di Montelupo Fiorentino. Ma chi conosce quell'istituto sa bene che parlare di una capienza costante dal 2010 ha poco senso. Il dato della capienza fornito dal Dap è sostanzialmente insensibile a quello che effettivamente succede negli istituti''.

Altro dato interessante e che purtroppo anche in questo caso segnala una particolarità tutta italiana, è lo stato giuridico delle persone detenute.
Partendo dal dato nazionale, la Toscana rivela statistiche nettamente migliori. A livello nazionale, infatti, il 40,2% della popolazione detenuta, 26.780 persone, sono in carcere non per scontare una pena ma in custodia cautelare, in attesa di una sentenza definitiva. Questa anomalia caratterizza da molto tempo il sistema della giustizia penale nel nostro Paese e ci rende tristemente unici in Europa, come si legge nella relazione del garante toscano Margara: "In base ai dati pubblicati dal Consiglio d'Europa nel marzo 2012 questa percentuale era del 23,7% in Francia, del 15,3% in Germania, del 19,3% in Spagna e del 15,3% in Inghilterra e Galles. La media dei Paesi del Consiglio d'Europa è del 28,5% e questo dato rappresenta certamente l’anomalia maggiore del nostro sistema. Sempre largamente superiore al 40% fino al 2001, questa percentuale aveva iniziato a scendere dal 2002 e alla data della concessione dell’indulto la percentuale delle persone in custodia cautelare era del 35,6%. Dopo l’indulto la percentuale è comprensibilmente salita, senza poi essere più tornata a quei minimi storici, che restano comunque notevolmente superiori alla media degli altri Paesi europei. La ragione di questo dato abnorme è da cercare anzitutto nella durata dei procedimenti penali nel nostro Paese, durata che anche questa fa dell’Italia il fanalino di coda in Europa, e che ha causato al nostro Paese moltissime condanne dalla Corte europea dei diritti dell’uomo".

Per quanto riguarda la Toscana, al 30 settembre 2012 su 4262 detenuti presenti nelle carceri toscane, gli imputati erano il 33,2% (1413 fra uomini e donne) i condannati 64,4% (2743 persone),  mentre risultavano internati 104 persone. Il dato tuttavia, si legge nella relazione di Margara, "non deve sorprendere, e si spiega facilmente guardando alle caratteristiche degli istituti presenti nelle varie regioni. La percentuale di persone in custodia cautelare è maggiore in regioni come la Campania, la Calabria o la Liguria, dove ci sono molte Case circondariali e poche (o nessuna) Case di reclusione. È dunque normale che in queste regioni la percentuale di detenuti definitivi, e che scontano pene lunghe, sia minore, e risulti quindi più alta la percentuale di quanti sono in carcere in custodia cautelare. In Toscana ci sono ben 5 Case di reclusione (Gorgona, Massa, San Gimignano, Porto Azzurro, Volterra), nelle quali le persone in custodia cautelare sono molto poche, ed è dunque prevedibile che risulti bassa la relativa percentuale in regione".

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