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Carceri: una ludoteca per i minori in visita ai genitori Cronaca, Società

Prato – Inaugurata a Prato  la stanza ludoteca per i colloqui dei minori in visita al genitore nel carcere della Dogaia della città toscana. Il Direttore della casa circondariale di Prato Vincenzo Tedeschi, ha ringraziato i presenti in sala: “la detenzione non può essere intesa come lo sconto di una pena,ma un recupero attraverso gli affetti della famiglia che migliorano la qualità della vita”, ha detto.

” Un progetto,quello delle stanze dedicate, dice la Presidente del Soroptimist Club di Prato , Anna Tofani, “fortemente voluto dalle socie del club service della città,c he hanno sposato il progetto nazionale del biennio 2015-17,per l attenzione ai diritti umani e alle problematiche delle fasce deboli, in questo caso i minori, per ridurne  i disagi e la sofferenza provocata dai genitori reclusi. Un modo per incidere sulla tutela della genitorialità,rimettendo mano ad una stanza che era stata realizzata più di 15 anni fa ma che mostrava i segni del tempo, e che grazie alla collaborazione delle soroptimiste l’avvocato Elena Augustin e l’architetto  Mariella Corsi, ha visto il compimento, con la messa in opera dei disegni realizzati con le tempere e vernici offerte gratuitamente dall’impresa Baldi”.
Gli autori che hanno decorato le pareti sono tre  detenuti Emanuele, Dimitri e Zangh che emozionati hanno apertamente mostrato ai presenti in sala, la propria soddisfazione perché “abbiamo fatto questo bel lavoro per i bambini che potranno giocare contenti”.
Parole di apprezzamento all’iniziativa sono state espresse dalla Vicepresidente nazionale e socia del Club Soroptimist di Prato, l’avvocatessa Anna Edy Pacini, che ne ha sottolineato l’importanza rifacendosi alla Carta Italiana dei Diritti dei Figli dei Detenuti che arriva dall’ONU, “La Carta riconfermata lo scorso 6 settembre a Roma,prescrive un sistema di prassi a tutela dell’interesse superiore del minore, al quale deve  essere garantito il mantenimento del rapporto con il genitore detenuto, in un legame affettivo continuativo”.
I numeri dicono che in Europa i bambini con genitori detenuti sono 2,5 milioni, decine di milioni nel mondo,in Italia circa 100 mila bambini varcano i cancelli di un carcere -“sono i figli dei detenuti”, conclude l’avvocatessa Pacini, – “costretti a vivere fin da piccoli l esperienza dei colloqui,delle perquisizioni,delle grate,e del rimbombo delle pesanti porte blindate”.
Ma il carcere pur essendo un luogo che i bambini avvertono minaccioso e potenzialmente estraneo,è pur sempre un luogo che devono frequentare per mantenere vivo il legame con il proprio genitore ma anche per la loro crescita e sensibilità psico-emotiva. Infatti le relazioni affettive figlio-genitore non devono essere legate  al reato commesso ed alla rispettiva colpa, perché anche se in carcere, il padre o la madre continuano ad amare il proprio figlio e viceversa.
In virtù di questo principio il Soroptimist International club di Prato ha inteso creare un ambiente più idoneo dei luoghi comuni destinati ai colloqui degli adulti in modo da rendere meno traumatizzante questi momenti per il minore, e di conseguenza la sua visita in carcere può diventare anche un incontro con la legalità se passa attraverso la consapevolezza del rispetto della persona e dei suoi diritti.
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