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Cardinale Betori con Ucid e Mcl si confronta sul lavoro Società

.Martedì prossimo, 10 luglio, alle ore 18 il Cardinale Arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori si confronterà sul mondo del lavoro con i vertici nazionali e regionali dell’UCID – Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti e di MCL – Movimento Cristiano Lavoratori, con la partecipazione dei rispettivi presidenti,  Giancarlo Abete e Carlo Costalli, in un incontro promosso da Ucid e Mcl di Firenze. Il tema del lavoro è un tema molto caro al Cardinale Betori che, assieme a don Giovanni Momigli, responsabile dell’ufficio diocesano per la pastorale della famiglia e del lavoro, e che modererà l’incontro, è stato al centro anche di iniziative particolari promosse dall’Arcidiocesi e che martedì lo rilancerà con questo incontro di rilievo regionale per la presenza di due esponenti nazionali di due importanti associazioni cattoliche operanti nel settore del lavoro. “Lavoro: dimensione costitutiva della persona e motore dello sviluppo” è il tema dell’incontro che si svolgerà allo Spazio Reale di San Donnino, alle porte di Firenze. Per l’Arcivescovo Betori “l'impudente uso delle ricchezze e l'irresponsabile gestione delle finanze; lo scollamento dei legami sociali, con il venir meno dell'attenzione verso il prossimo, in particolare i più deboli e i più poveri; la crisi del lavoro che tormenta soprattutto i giovani; la fragilità della famiglia e gli attacchi ideologici alla sua identità; gli interrogativi  posti dalle manipolazioni sull'uomo e sul mondo che le nuove tecnologie sembrano permettere, sono temi che vanno affrontati tutti insieme e su cui è necessario confrontarsi”.  

Betori  ha già espresso la preoccupazione per “un’organizzazione del lavoro, e con essa la scansione dei tempi e degli orari, sempre più pensata e attuata in funzione della concorrenza di mercato e del massimo profitto, e la concezione della festa come occasione di evasione e di consumo, che contribuiscono a disgregare la famiglia e la comunità e a diffondere uno stile di vita individualistico”.

“C’è molto interesse per questo incontro – ha tenuto a sottolineare Guido Guidi, Presidente Ucid di Firenze – con il Cardinale Giuseppe Betori e i presidenti nazionali di Ucid e Mcl. Da Firenze può partire una nuova riflessione su questi temi caldi. Secondo noi quest’anno l’estate, a causa della crisi, non farà mettere in un cassetto per due mesi, come avveniva in passato,  i problemi che hanno gli italiani, anzi proprio perché c’è la crisi e le famiglie fanno fatica ad arrivare alla fine del mese, a pagare affitti, bollette, a fare la spesa quotidiana, e a rinunciare anche in molti casi alle vacanze, c’è bisogno di riflettere seriamente e spingere, anche con iniziative come la nostra di martedì prossimo, la società a riflettere tutti assieme e ad indicare delle possibili soluzioni. Oggi è questo il primario compito che come cristiani siamo tutti chiamati a fare e noi, come Imprenditori e Dirigenti cattolici, lo facciamo mettendo tutto il nostro impegno e la nostra faccia”.

In un momento in cui il lavoro appare, per tanti versi, la preoccupazione principale per tante famiglie, e in modo particolare per i giovani, l’incontro cercherà di ribadire ancora una volta quanto questo tema sia la vera priorità da tenere presente nell’affrontare i problemi sollevati dalla crisi economica che attanaglia anche  il nostro territorio.

Un concetto espresso con grande chiarezza dal cardinale Betori appena pochi giorni fa, alla Santissima Annunziata, nell’omelia per la Messa in memoria di San Josemarìa Escrivà: “Una visione dell’economia che non tenga conto del bisogno che ogni uomo ha del lavoro è una visione miope e irrimediabilmente incapace di  risolvere i problemi. Se la soluzione della crisi non viene cercata mettendo al centro l’uomo, e quindi il lavoro con cui egli realizza la propria vocazione  essa diverrà un traguardo impossibile. Non saranno certo le dinamiche degli scambi finanziari o le logiche aride dei mercati a trarci fuori dalle crisi in cui essi stessi ci hanno gettato proprio dimenticando l’uomo e la sua dignità personale”.
 

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