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Careggi sottorganico, a rischio posti letto e salari Cronaca

"L'ospedale Careggi è in sottorganico di circa 100 unità, tra infermieri e personale OSS, e in alcuni reparti, come Pneumologia o Otorinolaringoiatria, si sta pensando di tagliare i posti letto». Esprime preoccupazione Mirco Vettori, delegato della Cgil presso il Careggi, per quella che è solo una delle tante conseguenze negative dei tagli alla spesa sociale decisi dal governo nelle varie manovre e manovrine degli ultimi mesi. Ed ecco che la Cgil si mobilita contro i tagli alla sanità e non solo. Con un presidio presente da stamane all’ingresso dell’Ospedale Careggi, solo una tra le 400 iniziative simultanee organizzate in tutta Italia, il sindacato intende richiamare l’attenzione pubblica sul tema dei tagli alla spesa sociale che ammonteranno a 12 miliardi di euro entro il 2014. «La situazione del Careggi è preoccupante – ha spiegato – Il personale non basta ed i carichi di lavoro sono aumentati. Questo va a discapito della qualità del servizio offerto ai cittadini». Dopo la manovra estiva la Regione Toscana, che dapprima aveva deciso di derogare al blocco delle assunzioni, ha dovuto invece fare i conti con gli ulteriori tagli e bloccare assunzioni già previste. La preoccupazione è condivisa dai Cobas Careggi, che addirittura temono un possibile taglio degli stipendi nella parte variabile nel 2012 o in quello che sarà, secondo loro, l’anno peggiore, il 2013. «Sarebbe assurdo – dicono – che si tagliassero i salari proprio nel momento in cui i carichi di lavoro e i turni si aggravano a causa della mancanza di personale, situazione che abbiamo già denunciato mesi fa con scioperi e iniziative varie». «Il problema è che l’Azienda ci incontra poco e va avanti per la sua strada – aggiungono – Non ci spiegano cosa succederà e come intendono far fronte ai tagli. In momenti di crisi l’azienda va ristrutturata internamente, riducendo i costi delle consulenze e gli sprechi di gestione. Vorremmo capire cosa si intende fare». «Il fondo sociale nazionale distribuito alle Regioni ha subito un taglio del 60% – ha ricordato Fulvio Tanini, segretario generale della Cgil fiorentina Funzione Pubblica – Il comparto sanità è quello che ne ha risentito maggiormente perché ha di per sé un’inflazione indotta del 6% annuo, dovuta alla manutenzione di strutture e macchinari, all’innovazione tecnologica cui adeguarsi, alla formazione del personale». «Siamo preoccupati perché rischiamo davvero il decadimento del servizio sanitario nazionale – ha sottolineato infine Massimiliano Bianchi, segretario della Camera del lavoro-Cgil di Firenze – Questo il motivo della giornata di mobilitazione in favore di un servizio sanitario nazionale che sia pubblico, universale e di qualità». La Cgil lancia 7 proposte specifiche che porterà alla prossima Conferenza Stato-Regioni. Tra queste: garantire i LEA (livelli essenziali di assistenza) in tutte le Regioni e abolire i superticket da 10 euro; garantire servizi 24 ore su 24 su tutto il territorio per una sanità che non sia “ospedalecentrica”; sbloccare le assunzioni del personale e rendere socialmente sostenibili i Piani di rientro.

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