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Carlo Pineider dona una collezione di disegni agli Uffizi Cultura

Firenze – Per volontà del collezionista Carlo Pineider, disegni, acquerelli e acqueforti della raccolta personale sono donati al Dipartimento di stampe e disegni delle Gallerie degli Uffizi.

L’importante donazione comprende 107 opere grafiche che Pineider ha riunito con grande passione  dal 1980 ad oggi.

Scrive a proposito Pineider: “È una piccola collezione senza pretese e non vi figurano nomi di spicco, ma i fogli, che rappresentano quasi tutte le scuole italiane, pur con le necessarie eccezioni, sono di qualità abbastanza buona o interessanti dal punto di vista di studio o come semplice testimonianza”.

Il collezionista ed erede del marchio internazionale di articoli di lusso Pineider, conosciuto per le stilografiche e la pelletteria, ha così legato “i suoi fogli” alla più prestigiosa istituzione fiorentina, famosa in tutto il mondo.

Con questa donazione gli Uffizi si arricchiscono di una nutrita raccolta che comprende, tra l’altro, 25 acquerelli realizzati nella breve vita di uno degli artisti preferiti da Pineider, il marchigiano Simone Cantarini.

Gli altri 82 disegni, collocabili tra gli inizi del 1500 e la fine del 1700, prevalentemente di artisti toscani, ma sono presenti anche romani, emiliani e veneziani, per la maggior parte sono schizzi, disegni e delle bozze preparatorie per dei dipinti. La loro provenienza varia, dalle collezioni prestigiose e alle raccolte di grandi studiosi come J. Fitchett Marsh, Vallardi, Luigi Grassi, Amédée-Paul-Emile Gasc, C. König di Vienna, Émile Maurice Marignane, Hubert Marignane, Ludwig Zatzka, Jan Pietersz Zoomer, Francis Abott e Sir Robert Witt.

La raccolta comprende opere di artisti noti e meno conosciuti. Ne fanno parte il friulano Francesco Zamolo con un rarissimo foglio firmato, Giovanni Mauro della Rovere detto il Fiamminghino con due fogli, quattro disegni di Giovanni Battista Tempesti e il veneziano Giovanni Carboncino con nove fogli, un’assoluta novità nella collezione del Gabinetto delle stampe e dei disegni degli Uffizi.

Qualche foglio è particolarmente pregiato come il disegno preparatorio di Battista Franco relativo agli affreschi per la Natività della Vergine a Urbino, mai realizzati, oppure i due disegni attribuiti a Domenico Campagnola, entrambi artisti attivi nel Cinquecento.

Molti gli autori del Seicento. Per quello fiorentino figura Baldassarre Franceschini detto il Volterrano con sei fogli; fra gli artisti veneti c’è un’attribuzione di Marcantonio Bassetti e Giuseppe Maria Mitelli fra gli emiliani. Invece i fogli di Giovanni Domenico Ferretti rappresentano egregiamente il Settecento.

Il donatore conclude: “Il mio desiderio era quello di salvare per sempre queste piccole opere d’arte, sottraendole all’incerta e ingiusta sorte di un mercato che non si fa scrupolo di disperdere le nostre ricchezze culturali, grandi o piccole che siano, ma pur sempre uniche e insostituibili”.

Foto:

Fig. 1

Cesare Dandini, Figura femminile, particolare, pietra rossa su carta,

Fig. 2

Battista Franco, Natività della Vergine, particolare, penna e inchiostro, inchiostro diluito e biacca su carta

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