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Carnevale precario, gli insegnanti in piazza di Sant’Ambrogio Breaking news, Cronaca

Firenze – Sono tanti, vestiti da Carnevale, pagliacci, pinocchi, puffetti. Ma se il cittadino distratto o il turista stupito si ferma e chiede, la risposta non è carnevalesca. Per niente. Perché oggi in piazza ci sono gli insegnanti, che vogliono informare della situazione in cui versa la scuola italiana. Situazione tragicomica? Ecco i dati: quest’anno, scrive Valerio Cai, del Gruppo docenti precari “Tre anni per un ruolo”, sono “135mila i posti coperti da insegnanti precari, che da qui a settembre tendono a crescere ben oltre i 150mila”.

Ma non è tutto. La maggior parte dei posti, spiegano dal gruppo dei docenti precari, “vengono assegnati, con procedura autonoma e largamente discrezionale, dai singoli istituti scolastici, che spesso convocano i docenti non prima di ottobre e a volte a novembre”.  Eppure spiegano gli insegnanti, il modo per non far accadere più queste cose c’è.

Al primo punto, “il governo deve immettere in ruolo tempestivamente (da graduatorie a esaurimento e da graduatorie di merito), tutti i docenti che ne hanno diritto, prevedendo inoltre nuove graduatorie provinciali costituite da tutti i docenti che hanno  già prestato servizio per tre anni”, in modo da poter assegnare ad essi, a scorrimento, i restanti posti in organico di diritto. Un modo per condurli, attraverso quello che potrebbe essere un percorso annuale selettivo e di prova e previa la valutazione dei Comitati presieduti dai rispettivi dirigenti scolastici, all’immissione in ruolo.

Al secondo punto, la richiesta che siano gli Ambiti territoriali, che corrispondono ai vecchi provveditorati, a farsi carico, entro agosto, dell’assegnazione di tutti i restanti posti nell’organico di fatto, sgravando di lavoro le scuole, e “ripristinando correttezza e trasparenza” negli incarichi annuali.

Al terzo e ultimo punto, nel caso che le richieste non vengano prese in considerazione dal governo,  gli insegnanti chiedono ai Dirigenti degli Ambiti Territoriali “di convocare entro agosto dalle attuali graduatorie provinciali di II e III fascia, opportunamente incrociate, per assegnare, a normativa invariata, tutti gli incarichi vacanti delle rispettive province, garantendo contestualità trasparenza e uniformità di criteri”.

Foto: Luca Grillandini

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