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“Caro Padre”, spettacolo dei minori dell’istituto penale, tra gioco e realtà Società, Spettacoli

Firenze – Andrà in scena il 28 e 29 Luglio lo spettacolo teatrale “Caro Padre” realizzato con i ragazzi dell’istituto Penale per i minorenni di Firenze con il supporto artistico del Teatro del Pratello e i registri Paolo Brilli e Maddalena Pasini.

L’opera teatrale è il prodotto finale di un lungo progetto iniziato nel mese di novembre 2019 con i ragazzi dell’istituto di Firenze, che indirizzati dal supporto degli operatori e dell’associazione hanno incominciato un percorso educativo di cui la messa in scena dell’opera teatrale è solo un piccolo tassello all’interno di un macro progetto di educazione e integrazione di minori con vissuti difficili.

La continuità del progetto non è stata interrotta dalla reclusione forzata causata dalla pandemia, i ragazzi hanno continuato a essere assistiti dagli operatori e soprattutto dal regista Paolo Brilli, mente pensante del tema su cui si basa la rappresentazione teatrale. Con grande soddisfazione il regista racconta il suo modo di lavorare con i ragazzi, da prima dediti a un laboratorio di scrittura dove in prima persona elaborano pensieri e riflessioni incentrati sul tema del rapporto padre figlio, poi con la lettura di testi d’autore come Kafka, Leopardi e Gurdjieff si arriva alla composizione di un copione nato dalla commistione dei testi originali e personali dei ragazzi ispirati da celebri scrittori.

La direttrice dell’Istituto Penale dei minori di Firenze, Antonella Bianco, ha raccontato l’esperienza di un ragazzo che attraverso questa attività ha scoperto una vera passione per la recitazione ma oltre a questo c’è di più, “i minori hanno bisogno di comunità “dice la direttrice. La forte condivisone che i ragazzi provano durante la creazione dell’opera teatrale genera un senso di comunità e di appartenenza, necessari per la crescita personale dei ragazzi.

Grazie all’arte e all’uso giocoso che il regista Brilli ne fa di essa, i ragazzi riflettono su un tema predominante all’interno della vita di ciascuno di noi, il rapporto tra padre e figlio, toccandolo con leggerezza, dandogli la possibilità ai ragazzi di acquisire strumenti interpretativi che insieme all’aiuto di un corpo di specializzati terapeutici potranno affrontare in maniera più profonda. “Lo spettacolo ha senso solo vedendolo all’interno del processo”, il regista sottolinea, infatti all’interno del progetto teatrale le autobiografie dei giovani teatranti non trapelano proprio perché lo scopo di Brilli è giocare con l’arte per dare la possibilità ai ragazzi di metabolizzare i propri vissuti in maniera catartica attraverso il teatro.

“Leggerezza non è superficialità. Ma è planare sulle cose dall’alto, senza avere macigni sul cuore”, diceva Calvino ed è quello che i minori dell’istituto penale fiorentino hanno imparato a fare in questi mesi, che sono stati difficili per tutti ma soprattutto per loro che in reclusione ci erano già prima della pandemia.

Per partecipare all’evento bisogna prenotarsi entro il 15 luglio contattando i recapiti del teatro del Pratello. La rappresentazione teatrale avrà luogo all’interno del giardino dell’istituto dei minori di Firenze.

 

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