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“Carri fantasma”: 12 indagati e 19 vagoni merci sequestrati Cronaca

Sono 19 i carri merci che, su ordine della Procura di Firenze, sono stati sequestrati oggi, 1 dicembre. Da un’indagine della polizia ferroviaria toscana e coordinata dal pubblico ministero Christine Von Borries, è emerso che vagoni destinati alla demolizione venivano venduti ad un’azienda che poi li re-immetteva sul mercato. Per permettere questa operazione alcuni dipendenti di Trenitalia falsificavano i documenti di circolazione dei carri merci ed emettevano falsi verbali di demolizione. I vagoni potevano continuare a circolare anche grazie a controlli irregolari che venivano svolti da alcuni dipendenti delle Ferrovie che, invece, ne avrebbero dovuto verificare la sicurezza. Al momento non risulta che i carri merci finiti al centro dell’indagine, denominata “Carri fantasma”, siano stati utilizzati per il trasporto di materiali pericolosi, né che alcuno di essi sia stato coinvolto in incidenti ferroviari. Certo è, però, che i vagoni, tutti costruiti fra il 1941 ed il 1971, giravano tranquillamente sulle reti ferroviarie ordinarie. Per adesso sono 12 i dipendenti Fs indagati dalla Polfer e, fra questi, 2 erano già stati licenziati da Trenitalia, mentre 7 sono stati sospesi dal servizio e 2 sono in pensione già dal 2007. Per gli inquirenti la scoperta dell’inchiesta “Carri fantasma” non sarebbe che la punta dell’iceberg ed a livello nazionale il fenomeno avrebbe ben più ampia risonanza. Dei carri, tutti sequestrati dalla Polfer,  12 facevano parte dei 200 individuati da Trenitalia per una campagna di demolizioni condotta fra il 2001 e il 2005, 5 arrivano dalla Germania  ed erano privi dei documenti di manutenzione e revisione e 2 figurano ancora nel patrimonio di Trenitalia, ma fra quelli destinati alla rottamazione. Il valore commerciale dei vagoni nuovi varia dai 20.000 ai 50.000 euro ciascuno, ma la ditta che li comprava dopo la mancata rottamazione li pagava mediamente 9.000 euro.

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