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“Carta di Pisa” adottata dal Consiglio provinciale Notizie dalla toscana

Dopo essere stata approvata il 9 marzo scorso da parte della giunta provinciale, ieri, giovedì 29 marzo, la “Carta di Pisa” – codice di comportamento nato su iniziativa di “Avviso Pubblico”, che mira a diffondere nelle istituzioni e nella politica un più forte e diffuso impegno a sradicare ogni possibile motivo di illegalità, conflitto di interesse e favoritismo – è stata presentata, nel corso di una seduta straordinaria dell’assemblea, all'intero Consiglio provinciale. Presenti alla seduta anche il sindaco di Pisa Marco Filippeschi, Libero Mancuso ex magistrato e Toni Mira giornalista di Avvenire.
“Si tratta di una svolta importante perché originata dal basso – ha affermato l'assessore alla legalità della Provincia di Pisa (e vicepresidente di Avviso Pubblico) Gabriele Santoni – maturata attraverso un lavoro che ci ha visto coinvolti in prima persona. Lo spirito è quello di superare l'antipolitica ricostruendo la politica dal basso e ristabilendo un rapporto tra elettori ed eletti fondato sulla fiducia, attraverso atteggiamenti e segnali, chiari e trasparenti”. La politica “deve dal suo interno autoriformarsi – ha ammonito Andrea Pieroni, presidente della Provincia di Pisa – e questa Carta ne è la dimostrazione. E' una via faticosa, ma vincente. Occorre tenere atteggiamenti più sobri e misurati, umiltà e toni pacati perché è solo così che possiamo oggi interloquire con i cittadini".
Tutti i consiglieri provinciali presenti, ad esclusione del rappresentante della Lega Nord, (assente l'Udc), hanno aderito ai principi della Carta dichiarando il proprio impegno “a svolgere l'attività di mandato nel rispetto dei principi del Codice e specificatamente in riferimento a: trasparenza, conflitto d'interessi, finanziamento dell'attività politica, nomine in enti e società pubbliche, rendicontazione dell'attività, confronto democratico, rapporti con l'amministrazione, con i cittadini, con l'autorità giudiziaria e con i mezzi di comunicazione”.
A introdurre il dibattito è stato il professor Alberto Vannucci, il quale ha rivelato dati assai preoccupanti sul fenomeno della corruzione in Italia: “La percezione che diamo all'esterno ci pone dopo Paesi come il Ruanda – ha detto – mentre indagini di enti internazionali dicono che il 17% dei cittadini italiani chiede o offre una tangente, mentre il 12% delle famiglie ha ricorso a questo ‘strumento’ illegale per usufruire di servizi pubblici”.

Foto Ufficio stampa della Provincia di Pisa

 

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