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Casa a Firenze, s’allarga la guerra fra poveri Breaking news, Cronaca

Firenze – Due situazioni equivalenti, almeno a livello di equità. Due situazioni che si fronteggiano e su cui è difficile fare valutazioni. Da un lato, un piccolo proprietario, dipendente pubblico, due figli, e problemi di salute pesanti. Eredita la casa di famiglia, un piccolo bilocale in San Frediano e affitta. Un canone alto, in linea col mercato attuale: 850 euro mensili più la caparra. Dall’altro, una coppia innamorata di Firenze, che, nonostante alcuni tracolli, tuttavia ha ancora tracce di un passato benestante. Un piccolo imprenditore del settore della ristorazione, cui gli affari sono andati male, tanto che, oltre la chiusura del locale, si è preso anche un’inabilitazione e un processo per truffa. Tutte vicende che purtroppo sono abituali in un momento di crisi economica che ha fatto vittime ben più illustri.

La coppia entra nella casa e il denaro scema. Così, a poco a poco, si finisce per non pagare il canone e si arriva alla morosità. Tre anni, in cui il proprietario si sobbarca anche delle bollette. Tre anni, e per la coppia venuta da fuori si apre l’inferno: sempre meno soldi, sempre più alta la morosità, tentano in tutti i modi di resistere allo sfratto. Anche perché, per il “dopo”, non si sa come sopravvivere: l’unica fonte di reddito certa, ad oggi, sono circa trecento euro di una pensione di invalidità che spetta alla moglie, per un incidente occorsole sul lavoro, qualche anno fa.

Poche, per vivere. Ma d’altro canto, il proprietario, un piccolo proprietario con quell’unica casa, non può più sostenere la mancanza del canone, le spese per i danni che fatalmente giungono (un’infiltrazione d’acqua dal solaio, ad esempio), la spesa delle bollette. Scatta il procedimento, s’arriva alla forza pubblica, una, due volte. La coppia tenta di trovare soluzioni, ma l’età da un lato, quell’età in cui è sempre più difficile trovare lavoro ma non si è ancora sufficientemente anziani, la difficoltà anche psicologica di rimettere in moto un meccanismo che ha punito così duramente la volontà di impresa dell’uomo, li mettono sotto scacco.

Arriva la conclusione, rimandata per tre anni circa, a suon di carte e ricorsi: stamattina, pur con l’intervento della Rete solidale antisfratto fiorentina, il proprietario si mostra irremovibile. Nessuna dilazione, neppure quella richiesta, poca cosa tutto sommato, fino al 10 gennaio. “Ho paura che non se ne vadano più” dice chiaro e tondo il proprietario, “visti i precedenti” .

Non c’è neanche la possibilità di andare in carico ai servizi sociali del Comune di Firenze, in quanto, per la regola dei 5 anni di residenza, i due, che provengono dalla Liguria, sono “fuori” : hanno attivato la residenza in città solo un anno fa. Niente, dunque, niente di niente per loro. “Al di là delle vicende personali di queste due persone – dice Marzia, del Movimento di Lotta per la Casa – il problema vero è: il diritto alla casa è generale o solo per alcuni? E’ vero solo per chi non sbaglia mai? O per chi si è trovato, per colpa sua o meno, in difficoltà, non sono previste chances?”.

Intanto, i due radunano le loro cose, le mettono in due valigie, mettono i due gatti in un trasportino. Stanotte dormiranno in una stanza di B&B, domani …. chissà.

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