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Casa, calo sfratti, cresce l’emergenza. Documento per i candidati da Cgil-Sunia Breaking news, Cronaca

Firenze – I dati sono quelli del Ministero degli Interni e fotografano quello che potrebbe sembrare un paradosso: giù gli sfratti, emergenza sociale a livello rosso. Con una precisazione dovuta al lockdown: a partire dal prossimo 1 gennaio, fine del blocco, gli sfratti cresceranno di botto del +30% (oltre mille in più), dal momnto che il blocco ha riguardato gli sfratti vri e prorpi, non le procedure. E’ ciò che emerge oggi, nel corso dell’incontro con la stampa organizzato da Cgil e Sunia, con la presenza di Maurizio Brotini (segreteria Cgil Toscana), Laura Grandi (segretaria generale Sunia Toscana), Simone Porzio (responsabile Dipartimento politiche abitative Cgil Toscana), per presentare la fotografia dell’emergenza abitativa in Toscana, fotografia corredata da un  documento da sottoporre a tutti i candidati delle elezioni regionali che si svolgeranno fra il 20 e il 21 settembre.

Del resto i dati del 2019 facevano emergere una situazione, in Toscana, non certo idilliaca, dal momento che la nostra regione risulta essere l’ottava in Italia con il più alto numero di sfratti. Il 92% quasi interamente per morosità. “Abbiamo 3300 nuove convalide di sfratto, 3029 per morosità, 271 per finita locazione, 6553 richieste di esecuzione con Forza pubblica, 2260 sfratti già eseguiti con forza pubblica. In questo caso siamo la quarta Regione con il maggior numero di sfratti eseguiti, dopo Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna”, dice la segretaria regionale del Sunia Laura Grandi.
Firenze è la settima città in Italia per numeri di sfratti, con 802 nuove convalide di sfratto (689 per morosità, 113 per finita locazione), 2877 richieste di esecuzione con Forza pubblica, 576 sfratti già eseguiti con forza pubblica. Empoli è la città con più espropri immobiliari in rapporto al numero di abitanti.

Il punto della diminuzione complessiva degli sfratti in Toscana, rilevato dai dati del Ministero degli Interni, con oltre il 92% per morosità, segnala la piaga del caro affitti, particolarmente sentita in città turistiche come Firenze, Lucca, Pisa e Siena, tanto che Firenze si ritrovava ad essere la seconda città più cara per le locazioni, dopo Milano e prima di Roma.
Se questo era il passato, la situazione odierna è ancora più difficile. “Per chi vive in affitto sarà un anno orribile – dice Grandi -ci aspettiamo un alto numero di sofferenze, dovute all’impossibilità, per molte famiglie, di pagare il canone di locazione. Basti pensare che a Firenze il  bando per la richiesta del contributo affitto Covid (per chi aveva subito la conseguenza dell’emergenza economica, causat dalla pandemia) ha visto 3.500 famiglie fare domanda di aiuto all’Amministrazione fiorentina”. Aggiungiamo che queste sono le famiglie che potevano dimostrare l’ammanco economico dovuto al covid, ma che tantissime altrettante sono state destinate a rimanere invisibili in quanto si sostenevano con il cosiddetto lavoro nero, non intercettabile dunque dalle amministrazioni chiamate a valutare i requisiti d’accesso al bando. Intanto, dai tribunali giunge notizia di di numerose richieste di udienze per convalida di sfratti per morosità. E c’è da chiedersi cosa succederà dopo il 1 gennaio 2021, in cui si conclude il blocco degli sfratti.

Inoltre, un altro dato preoccupante emerge dall’analisi degli sfratti in regione. Se Firenze è la settima città in Italia per numeri di sfratti, è seguita da Pisa e provincia, con 379 nuove convalide di sfratto, 181 richieste di esecuzione, 161 sfratti già eseguiti con forza pubblica. Al terzo posto Livorno con 357 convalide di sfratto, 318 richieste di esecuzione e 282 sfratti già eseguiti con forza pubblica. Seguono Pistoia con 301 nuove convalide, 276 richieste di esecuzione e 282 sfratti già eseguiti con forza pubblica, Lucca con 298 nuove convalide, 350 richieste di esecuzione e 227 sfratti già eseguiti con forza pubblica, Prato con 282 nuove convalide, 760 richieste di esecuzione e 249 sfratti già eseguiti con forza pubblica, Grosseto con 248 nuove convalide, 371 richieste di esecuzione e 98 sfratti già eseguiti con forza pubblica), Siena con 225 nuove convalide, 437 richieste di esecuzione e 148 sfratti già eseguiti con forza pubblica (22,41 in più rispetto al 2015), Arezzo con 219 nuove convalide, 647 richieste di esecuzione e 253 sfratti già eseguiti con forza pubblica. Infine Massa Carrara con 189 nuove convalide, 341 richieste di esecuzione e 78 sfratti già eseguiti con forza pubblica.

I dati degli sfratti dimostrano una nuova realtà: le esecuzioni, che fino a qualche anno fa si concentravano nei comuni capoluogo sedi di università e di interesse turistico, e densi di attività produttive e del terziario, sono diventate endemiche su tutto il territorio regionale. La ragione principale? “Il  perdurare e l’aggravarsi dello stato di precarietà lavorativa ed economica delle famiglie toscane in affitto, unito alla difficoltà di canoni ancora troppo alti rispetto alle sempre più scarsa capacità di reddito”. E nel 2019, agli sfratti si è aggiunto il nuovo fenomeno dei pignoramenti immobiliari. In conclusione, come dicono i sindacati, quando il canone di locazione, la rate del mutuo, i costi delle bollette e le spese condominiali arrivano ad incidere per quasi il 50% del reddito delle famiglie, siamo di fronte a un’emergenza socio-economica di cui la diminuzione degli sfratti, per paradosso, non è che il segnale. Tenendo presente, naturalmente, che con lo sblocco degli sfratti tutti i nodi verranno al pettine, e che lo stesso numero di sfratti, come prospettato, subirà una nuova impennata.

In conclusione, dicono Cgil e Sunia, ciò che serve è una politica abitativa rinnovata. Le proposte dei sindacati, contenute nel documento che Cgil e Sunia invieranno a tutti i candidati alla Presidenza della Regione e alle forze politiche in campo per le imminenti elezioni regionali, sono: 1) un piano pluriennale di aumento dell’offerta di alloggi sociali in affitto a canoni sostenibili puntando sul recupero di aree ed edifici dismessi: per essere credibile ed efficace il Piano Casa regionale della prossima legislatura dovrebbe prevedere uno stanziamento annuo di non meno di 20 milioni di euro, in modo da ristrutturare per poi riassegnare in “tempo reale” le case popolari attualmente sfitte e le 1500 che ogni anno mediamente si liberano, oltre ad assicurare le manutenzioni straordinarie alle parti condominiali degli edifici esistenti; 2) una revisione della legge sulle locazioni che punti, attraverso contrattazione collettiva e leva fiscale, ad abbassare il livello degli affitti privati e ad aumentare l’offerta; 3) Cgil e Sunia esprimono un giudizio sostanzialmente positivo riguardo la recente revisione della legge regionale del settore che conferma il valore sociale della casa pubblica e la sua sostenibilità in termini di canoni e di strumento per l’emancipazione sociale delle famiglie in difficoltà, ma è necessario provvedere a nuove modifiche che semplifichino le procedure di presentazione delle domande di assegnazione e che prevedano un unico regolamento regionale di utenza in cui siano indicate e fatte rispettare le regole, i diritti, i doveri per il rispetto e la responsabilizzazione nei confronti del patrimonio pubblico e della convivenza civile tra inquilini nonché per intervenire sugli elementi che determinano il disagio sociale e le difficoltà di inclusione; 4) la notevole crescita dei flussi del turismo e delle attività economiche ad esso collegate (destinata secondo le previsioni a proseguire a ritmi sostenuti almeno fino al 2030) ha indotto notevoli trasformazioni nelle nostre città, rendendo urgenti interventi normativi atti a consentire rapidi adeguamenti nelle politiche del lavoro, abitative, fiscali e urbanistiche, per salvaguardare l’equilibrio socio-economico delle città stesse e la loro relazione con il territorio circostante.

Di tutto ciò si parlerà nel prossimo appuntamento, il convegno che si terrà a Firenze lunedì 7 settembre (ore 17, Casa del popolo di San Bartolo a Cintoia, via di San Bartolo a Cintoia 95, Firenze) a cui parteciperanno Simone Porzio (Responsabile Dipartimento Politiche Abitative CGIL Toscana), Dalida Angelini (Segretaria Generale Cgil Toscana), Andrea Vannucci (Assessore alla Casa Comune di Firenze), Laura Grandi (Segretaria generale SUNIA Toscana), Andrea Raspanti (assessore alla casa Comune di Livorno), Giulia Bartoli (segretaria generale FILLEA-CGIL Toscana), Luca Talluri (presidente Nazionale Federcasa, presidente Casa spa), Maurizio Brotini (segretario CGIL Toscana), Vincenzo Ceccarelli (assessore alla Casa Regione Toscana), Eugenio Giani (candidato alla Presidenza della Regione Toscana), Irene Galletti (candidata alla Presidenza della Regione Toscana), Tommaso Fattori (candidato alla Presidenza della Regione Toscana).

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