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Casa e alloggi, allarme dal sindacato inquilini e assegnatari Società

Per quanto riguarda Firenze, gli ultimi dati del Ministero non lasciano dubbi: è la città italiana con il più alto numero di sfratti per morosità rispetto al numero degli abitanti . E’ da questo quadro che Simone Porzio, coordinatore regionale del sindacato inquilini e assegnatari Sunia, vuole partire per commentare la situazione degli alloggi nel territorio fiorentino.
L’allarme è forte, dal momento che non solo aumentano gli sfratti, ma le esecuzioni si velocizzano, facendo saltare la capacità di assorbimento da parte dell’amministrazione. “Ciò significa – dice Porzio – che salta la possibilità del passaggio casa-casa. Non solo per le emergenze, ma anche per gli assegnatari”.

Un problema nel problema, dunque, che si aggiunge all’altro tasto dolente, quello dei cosiddetti alloggi di risulta.

“La Regione ha a disposizione circa 400milioni di euro da disporre per ristrutturazioni e potenziamenti delle case popolari – ricorda il segretario del Sunia – da questi, furono stornati 135 milioni per dare aiuto al trasporto pubblico regionale. Per quanto riguarda i rimanenti 300milioni circa, sono bloccati dal patto di stabilità. Quindi, arriviamo all’assurdo di avere fondi, rimanenze dell’ex-Gescal o proventi di vendite pubbliche sicuramente insufficienti, ma di non poter spendere neppure quelli”.

Un panorama tetro dunque, che non trova luce neppure guardando al capitolo nuove costruzioni

“Benissimo – commenta Porzio – quante sono queste nuove costruzioni?  E dove si faranno? Negli spazi dismessi? Quali? Le caserme? Ma i Ministeri non le regalano, vogliono venderle. E le risorse dove sono?”

Un’altra componente che sarà nel breve periodo in piena crisi è il settore dei contributi all’affitto, dove si innesca una logica perversa: alla drastica diminuzione del fondo in conseguenza dei pesanti tagli governativi, aumenta la richiesta da parte delle famiglie che entrano in sofferenza, diminuendo ulteriormente il già magro sussidio.

“L’impoverimento generale del ceto medio – spiega Porzio – rende sempre più alta la richiesta di aiuto, a fronte dei tagli governativi in ambito sociale. Quindi: meno soldi, più richieste.
Il drammatico aumento di precarietà unito alla perdita del lavoro coinvolge famiglie che fino a qualche anno fa era impensabile potessero trovarsi in difficoltà. Da questo punto di vista l’aumento vertiginoso della morosità ne è lo specchio più fedele. Le tutele sono leggermente più tenaci per quanto riguarda gli anziani, mentre i soggetti a rischio sono diventate le famiglie monoreddito; la ragazza separata con figli a carico, per fare un altro esempio, è un soggetto sicuramente sempre più debole. Da questo punto di vista, la legge regionale che prevede la morosità fra le cause di punteggio nella lista degli aventi diritto all’alloggio popolare è molto realista. Dal prossimo bando, verrà specificata che la morosità deve dipendere da perdita di lavoro o malattia grave”.

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