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Casa, l’assessore Vannucci: “Avanti col contributo affitti, bando il prima possibile” Breaking news, Cronaca, Società

Firenze – Panorama casa, con settembre torna puntuale uno dei nodi ma anche uno dei temi più attesi e forieri di dibattito delle amministrazioni comunali. In particolare a Firenze, dove, anche a fronte dei dati emersi nella disanima di questi giorni curata da Sunia e Cgil, il quadro appare più complesso che altrove, in grazia alla natura stessa della città. Ed è dunque sul fronte abitativo che inizia la lunga chiacchierata con Andrea Vannucci, assessore alla casa di fresca nomina. A cominciare da uno dei provedimenti più attesi (manca da due anni) dalla fascia “debole” della cittadinanza, vale a dire il bando per le case popolari.

“Un bando cui è ovvio che tutti diamo grandissima importanza – dice l’assessore – e che vogliamo mettere in pista al più presto, dal momento che è normale che, trascorsi due anni, ci siano stati mutamenti e siano cresciute esigenze nella fascia degli utenti con i requisiti per partecipare al bando stesso. La difficoltà, in questo momento, è tutta tecnica, dal momento che bisogna risolvere alcune modalità che sono cambiate in seguito alla nuova legge regionale sulla casa. Gli uffici stanno lavorando, ma sono necessari dei passaggi tecnici che non si possono saltare”. Insomma, l’assessore è ben consapevole dell’attesa e dell’importanza di questo bando, ma è giocoforza attendere che si concludano dei passaggi propri degli uffici per mandarlo “in onda”. E dai tecnici stessi arriva lo stato dell’arte: ancora manca un passaggio necessario che riguada il Lode, che non ha ancora approvato lo schema di bando. Passaggio necessario per permettere agli uffici dei Comuni di intervenire a loro volta, passaggio previsto per fine settembre.

Se il bando ad ora è ancora in via di definizione, nonostante l’impegno dell’assessore ben conscio dell’importanza di riaprire le graduatorie, non per questo tuttavia si sta con le mani in mano. Infatti in questi due anni le assegnazioni avvenute testimoniano della volontà dell’amministrazione di fare della casa uno dei pilastri centrali delle proprie politiche. Si passa infatti dagli appartamenti di viale Giannotti (45) a quelli di Torre degli Agli (88), alle nuove assegnazioni delle Murate (17), agli oltre cento di via Toscanini. Senza contare gli appartamenti vuoti e in attesa di ristrutturazione, su cui i numeri si sprecano: si passa dai circa 250 dei dati ufficiali, fino a poco meno del doppio secondo dati ufficiosi riportati dalla “conta” degli inquilini e dai sindacati di base.

In ogni modo, sul problema Vannucci interviene a chiare lettere: “Dobbiamo trovare un meccanismo più semplice e veloce per reimmettere queste unità immobiliari nel giro delle assegnazioni. Il meccanismo attuale è troppo complicato e immobilizza troppo a lungo gli appartamenti. Come Comune di Firenze abbiamo stanziato 3 milioni di euro tra annualità 2019 e 2020 proprio per rendere più rapide le ristrutturazioni e le nuove assegnazioni”.

Di fatto, anche la soluzione dell’anticipo dei soldi della ristrutturazione da parte degli assegnatari prevista dalla legge risulta macchinosa ma soprattutto inutile: infatti, le famiglie che rientrano nei termini legali delle assegnazioni raramente si trovano in prossesso dei soldi necessari per l’anticipo richiesto dalla normativa (si va in genere dai quattro ai cinquemila euro, da scalarsi poi dall’affitto mese per mese). Diverso sarebbe se fosse permesso, come le famiglie richiedono da tempo, di fare i lavori in proprio, in economia, senza passare dagli appalti di Casa spa, magari sotto il controllo dei tecnici comunali che potrebbero intervenire sia in fase di lavoro che alla fine, per certificare la regolarità dell’operato. Ma anche in questo caso, le norme risultano essere piuttosto stringenti.

E per il futuro? “L’appuntamento decisivo – dice Vannucci – sarà senz’altro quello del bilancio. Senza dubbio continueranno a essere utilizzati e saranno incentivati alcuni strumenti che hanno dato prova di essere particolarmente utili, il contributo affitto in primis. Si tratta infatti di uno strumento che interviene in una fase delicata della vita economica della famiglia, aiutandola a superare momenti di crisi economica (ad esempio, una riduzione di ore lavorative o la scdenza di un contratto a termine, o l’affacciarsi di una malattia, ecc) con un intervento a carattere “preventivo” rispetto allo scivolare nelle maglie dello sfratto per morosità”.

Uno strumento particolarmente utile nei casi, sempre più frequenti, dei working poors, vale a dire quei lavoratori che pur svolgendo un’attività lavorativa spesso pesante, non riescono, per ragioni di stipendio basso, ad arrivare a un reddito che assicuri al contempo la sopravvivenza fisica e il pagamento del canone.

Canone, dunque affitti alti, dunque mercato “drogato” dal turismo che svolge inoltre un’azione di “drenaggio” degli immobili, a partire dal centro storico ma in espansione verso le periferie sugli assi della tramvia e nei comuni limitrofi, sugli assi, questa volta, ferroviari. “Si tratta di una questione che va governata – dice l’assessore alla casa – come tutta la questione abitativa cittadina e di area, con gli strumenti che abbiamo a disposizione come Comune, vale a dire la leva fiscale e l’urbanistica. Non dimenticando che dobbiamo comunque muoverci nell’ambito previsto dal quadro nazionale. Del resto, i punti fondamentali della politica abitativa, risorse, regolamenti, nuove abitazioni e ripristino di quelle vuote, ma anche impegni per il futuro, tassazione, norme urbanistiche dedicate per evitare che intere aree vengano sottratte alla città e ai cittadini, passano da una sinergia inevitabile e necessaria che è quella del confronto fra Comuni, Regioni e Governo, ovviamente con la presenza importantissima dei sindacati in rappresentanza non solo degli inquilini ma anche dei piccoli proprietari. Senza dimenticare che, con la reimmissione del tema della casa nell’agenda dell’attuale governo, tema che era stato “dimenticato” , ci sentiamo autorizzati a sperare che le istanze che da tempo rivolgiamo come amministratori locali al governo centrale siano prese in considerazione e magari vengano date risposte”.

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