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Casa, passata l’emergenza, ora è dramma Cronaca

No, non è vero: l'emergenza casa non c'è più. Infatti, non è più un'emergenza: è un dramma. Un dramma che coinvolge sempre più famiglie in Toscana; basti pensare che nella sola Firenze, l'ultimo bando Erp vede 3.920 famiglie ingraduatoria, a fronte di nessuna disponibilità d'alloggi nell'immediato. Anche se si aspetta con grande fiducia l'operazione "Primavera": vale a dire, la conegna di 60 nuovi alloggi appunto a primavera e l'arrivo di finanziamenti speciali di varia provenienza per la ristrutturazione di un discreto numero di alloggi di risulta. Vale a dire, quelli sfitti per cui mancano i soldi per rimetterli. Per un obiettivo, sempre su Firenze, di potere assegnare nel 2012, 120-150 alloggi. Intanto, dal momento che il dramma è dramma e la gente ha bisogno di un ricovero per la notte anche se non ha soldi o vive in condizioni disagiate, ieri è stato occupato un appartamento in via Baracca, in condizioni fatiscenti, vuoto da tempo. Perchè alla fine, il fatto che mentre le famiglie giacciono in disperato bisogno di casa esistano alloggi vuoti magari da due anni,  crea  il terreno ad azioni che vanno al di là delle regole. Anche perchè il dramma ormai non conosce preferenze: che il nucleo famigliare sia di tre o undici persone, che il cognome sia italiano o straniero, le case non ci sono. Punto e basta. Tant'è vero che ora il Comune fa le casine di legno, come volano fra un'abitazione e l'altra. E l'utente mugugna: "Come, se non ci sono soldi per ristrutturare, come fanno a pagare le casette?…".

Se questa è la situazione fiorentina, ciò che emerge dal resto della Regione non è molto diverso. I dati li rendono noti le aziende della sezione Casa di Confservizi Cispel Toscana , insieme a un appello al  governo Monti e a tre proposte indirizzate alla Regione.Per quanto riguarda il primo punto, i dati parlano chiaro: le domande nelle graduatorie alloggi sono 22mila in tutta la Toscana, ma le istanze di sfratto sono in crescita: oltre 18.800 nel biennio 2008/9, con oltre 2.400 esecuzioni di cui 87% per morosità. In crescita costante. Commenta il presidente ci Confservizi Cispel Toscana Alfredo De Girolamo: "Una situazione che si è aggravata a causa della crisi economica e che risente dell'assenza totale di politiche  per la casa nel nostro Paese". Un aggravio fotografato da un altro dato che proviene dalla Caritas italiana e che viene ricordato dal coordinatore del settore Casa di Confservizi Cispel toscana Lorenzo Bani: le famiglie italiane che non riescono più a "stare alla pari" con le rate del mutuo sono circa il 25% di quelle che l'hanno acceso.

L'appello al governo Monti. "Rivolgo un appello al governo Monti perchè affronti il problema dei finanziamenti per la casa che non sono ancora stati previsti" dice De Girolamo. E ricorda un altro dato sconfortante del dramma che sta consumando le famiglie italiane: "Sono circa 75mila i giovani fra i 25 e i 34 anni che sono ancora nelle famiglie originarie e che non hanno possibilità di uscirne, perchè i loro redditi non consentono il pagamento di un affitto".

Le proposte. Intanto, un positivo commento alla decisione regionale di inserire il diritto alla casa e le politiche abitative nel programma regionale di sviluppo 2011-2015, e, soprattutto, nel piano socio-sanitario integrato 2012 da parte di De Girolamo e di Bani, che, con riguardo soprattutto all'ultimo punto, rileva la congruenza totale del diritto lla casa con il piano socio-sanitario: "Il benessere dell'idnividuo, anche psicologico – commenta – è legato anche alla casa"£.
Le proposte avanzate dal presidente De Griolamo rappresentano un tentativo di affrontare in maniera strutturale l'emergenza casa, sfruttando anche le nuove tecniche edilizie per il risparmio energetico, davanti alla necessità assoluta di "usufruire, per quanto riguarda il settore dell'edilizia popolare, di finanziamenti costanti in bilancio inseriti attraverso interventi mirati". Interventi che, propone De Girolamo, "potrebbero essere rappresentati dalla destinazione di una quota del bollo auto ad un fondo per le politiche abitative". 

La seconda proposta riguarda lo sblocco della proposta di legge regionale sulle vendite del patrimonio Erp, in coppia con la proposizione di una corretta politica dei canoni bloccati nel 1996Per quanto rgiuarda il primo punto, "E' necessario riprenderla e portarla a conclusione – spiega il coordinatore Lorenzo Bani – per gestire l'esistente con più efficienza e redditività, per garantire risore future all'ediliza sociale, per sanare situaizone controverse nei piano di vendita preesistenti". Anche per evitare "svendite" commenta Bani. E, per i canoni, la posizione si fa forte: "Se una famiglia è a reddito zero, meglio che non paghi nulla, nvece dei 12, 5 euro previsti a canone minimo. Spendiamo più di spedizione del bollettino". Mentre, per le fasce più alte, "si potrebbe prevedere l'insrimento di una quota legata alla superficie dell'alloggio e in patrticolare alla sottoutilizzazione dello stesso". Ancora, veramente sentita e invocata la presenza di un'authotity regionale, per il monitoraggio e la gestione  dell'intera struttura regionale dell'edilizia popolare.

E, anche a livello toscano, una delle criticità più pesanti è quella che riguarda gli alloggi di risulta, fermi anche per anni per mancanza di soldi per rimetterli in circolo. "Il meccanismo è semplice – spiega Bani (e noi ci permettiamo di aggiungere perverso) – i soldi che provengono dall'Erp, per alienazioni e canoni, vengono versati in un fondo che viene girato alla Regione. A quel punto, intervengono i Por, vale a dire i piani operativi di reinvestimento, con cui si richiedono i fondi per realizzarli. Richiesta rivolta alla Regione per rigirare nuovamente i soldi, che giungono dopo 3-4 anni. In tutto ciò, entra anche la Lode, vale a dire l'assemblea dei comuni soci, che prende le decisioni d'indirizzo politico. E' necessario snellire e sveltire questa procedura, in modo da essere veloci nelle ristrutturazioni e nella riassegnazione. Se potessimo avere a disposizione una procedura più snella, si potrebbe arrivare a costruire 100 alloggi all'anno".


 

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