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Casa, agli italiani rimane il sogno Società

Sembra proprio che sia in procinto di cadere anche l’ultimo leit-motiv che ha contraddistinto fino a ora gli italiani: la capacità e l’intenzione, messa a segno a costo di sacrifici e del lavoro di una vita, di diventare proprietari della casa d’abitazione. Una sorpresa che lascia l’amaro in bocca, un ulteriore “regalo” di questa crisi: dati alla mano, la forbice fra offerta del mercato e potere d’acquisto medio degli italiani si allarga sempre più, col risultato che la casa rimane sì all’apice dei sogni degli italiani, ma sempre meno famiglie possono (e potranno) permettersela.
La sconfortante fotografia è scattata dall’Osservatorio di Casa.it, e riguarda il periodo luglio 2011-gennaio 2012, vale a dire prima e dopo la manovra Monti.

E se da un lato le notizie relative a Ici, Imu, rendite e estimi catastali, suscitando timori, perplessità e clamori, hanno contribuito a provocare, secondo l’Osservatorio “un lieve ma costante calo dei prezzi”, le famiglie hanno perso molto più, in valore di acquisto, rispetto alla contrazione dei prezzi stessi. Insomma, è più veloce il picchio verso il basso del potere d’acquisto delle famiglie italiane rispetto al pur presente abbassarsi dei prezzi delle case. Risultato: per sempre più famiglie, comprese quelle inseribili nella famosa “fascia grigia” (vale a dire non così povere da finire nelle graduatorie Erp, né così ricche da potere permettersi i prezzi di mercato, per la maggior parte appartenenti alla piccola e piccolissima borghesia schiacciata dalla crisi)  la casa resterà un sogno.
Il picco della forbice appartiene a Bologna, dove lo scollamento fra offerta del mercato e il potere di spesa medio è pari a -11%. Firenze segue in seconda posizione, assieme a Padova, con uno scoraggiante -7%. Il gap è di -5% a Napoli e Bari.

Ovviamente, chi conosce il suo momento migliore è il mercato della locazione. Crisi delle vendite, rialzo della domanda affitti: le richieste di soluzioni in affitto crescono così in media fra il +3% e il +5%.
 

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