energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Casa, sindacati fronte comune: presidio davanti alla Prefettura Cronaca

Uomini, donne, bambini, intere famiglie: erano circa un centinaio le persone che questa mattina 25 novembre si sono ritrovate sotto le sede della Prefettura fiorentina, attendendo.
Cosa? Forse una rassicurazione, forse una buona notizia, forse qualcosa che li mandasse in quella che loro chiamano casa col cuore più leggero, con una speranza più concreta di crescere i figli al caldo, fra pareti non chiazzate d’umidità o in cucine pericolose perché prive delle più normali regole di sicurezza. Erano circa cento, ma le storie erano una tragica, monotona narrazione unica: pochi soldi per mangiare e pagare l’affitto, situazioni ambientali al limite. Come Mohamed con suo figlio maggiore (la famiglia intera è di 6 persone) che vive in una casa dalle pareti pericolanti e scrostate, come un altro Mohamed, in pensione, con la moglie, seri problemi di salute (75% di invalidità) sotto sfratto nonostante l’affitto sempre pagato, 400 euro per una casa senza riscaldamento o impianti a norma. Poi c’è una signora incinta, alcuni bimbi per i quali il presidio, colorato e vociante, è quasi uno spettacolo in cui possono tentare corse, spinte, sberleffi. Poi c’è la storia di Renzo, un anziano fiorentino a cui l’agenzia porta gente in casa con la scusa che l’abitazione dove vive dal 1974 è in vendita, salvo poi informarlo che le persone che hanno visitato l’alloggio in cui vive offrono 1000 euro d’affitto. E che lui deve pagare la differenza al proprietario (Renzo paga circa 370 euro al mese su una pensione di 680) per “mancato guadagno”. Tutte storie che si sommano, si accavallano, non trovano soluzione se non nella disperazione, nell’abisso della depressione. E a cui la Prefettura non ha potuto che rispondere con generiche assicurazioni che le criticità riferite saranno portate a conoscenza di chi si occupa di questa materia.
Lorenzo Bargellini, leader del Movimento di Lotta per la Casa e Vincenzo Simoni, segretario nazionale dell’Unione Inquilini, sono stati gli artefici dell’iniziativa unitaria che chiede blocco degli sfratti per un anno, convocazione urgente di un tavolo d’emergenza sulla casa, requisizione degli alloggi. Sono questi temi su cui hanno incontrato il funzionario prefettizio.
C’è anche, sebbene non abbia partecipato all’organizzazione del presidio, il segretario regionale del Sunia Simone Porzio. “Ci mancherebbe – commenta alla domanda diretta sulla sua presenza – ormai non è tempo di divisioni, è necessario restare uniti, fare fronte comune”.
Sì, perché il problema che lamentano i sindacati, il Movimento, le associazioni, tutti coloro che rappresentano sfrattati e inquilini, è l’assenza delle istituzioni cittadine, in particolare del Comune, di fronte ai cento sfratti di novembre, agli altri minacciati nei prossimi mesi, alle esecuzioni forzate che non guardano in faccia a minori, anziani, malati, donne incinta. “Come se niente di tutto ciò esistesse” puntualizza Bargellini, ma è lo stesso pensiero di Simoni e di Porzio.
“Ma noi non possiamo essere cancellati – commenta un altro, un signore italiano, distinto sebbene vestito poveramente. Ma negli occhi si affaccia improvviso un interrogativo –  ….non possiamo, vero?!”


 

Print Friendly, PDF & Email

Translate »