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Cascina, gli studenti incontrano chi narra le loro emozioni Cultura, Foto del giorno

Cascina – «Abbiamo letto “Ottovolante” in classe», dice la professoressa Elisabetta Formaggi, docente di italiano alla scuola media Duca D’Aosta di San Frediano a Settimo (Cascina), «e il libro è piaciuto molto ai ragazzi, perché tratta argomenti in cui loro si ritrovano facilmente; e infatti loro si erano preparati all’incontro con lo scrittore con grande entusiasmo, non vedevano l’ora di conoscerlo per farsi raccontare com’è nato, questo romanzo, da dove aveva trovato l’ispirazione per scrivere le storie che lo compongono».

 Dieci storie brevi che si rincorrono, si completano, si abbeverano delle stesse emozioni. Che poi sono quelle che fanno muovere questa grande giostra che è la vita: “la rivoluzione del primo amore”, “le fantasie di un cuore adolescente”, “la paura di non essere all’altezza”, “i timori di una madre davanti al desiderio di libertà del figlio”, “un rapporto di coppia che si scopre estraneo a se stesso”, “la consapevolezza della caducità dell’esistenza”, e così via, di vicenda in vicenda, di personaggio in personaggio. “Ottovolante”, oggi alla seconda edizione, è opera di Gianluca Giunchiglia, cascinese, una laurea in Scienze dell’educazione, pedagogista, specialista in “phylosophy for children”, qualifica che, ogni giorno, mette in pratica nei progetti realizzati coi ragazzi della “Stella Maris” di Calambrone.

 “La penna dell’autore non giudica”, scrive nella prefazione Francesca Migliani, “è imparziale spettatrice; accarezza, morbida ma attenta, cogliendo l’impercettibile. Disegna un piccolo universo di altri noi stessi, uguali e diversi, testimoni di medesime inquietudini e fragilità. Un ottovolante, appunto, che ci strappa brividi di consapevolezza, sfrecciando tra brusche discese e coraggiose risalite”. Colpita dalla traduzione in frasi di questo dinamismo emozionale, che Giunchiglia trasmette, come spiega Alessandro Scarpellini, uno dei suoi maestri, “grazie a un modo di scrivere dolce, soffice, penetrante, che non assale e non fa della parola spettacolo di se stessa”, Elisabetta Formaggi ha voluto che i suoi ragazzi ne ascoltassero i particolari dalla voce dell’autore. L’incontro qualche giorno fa, al Duca D’Aosta.

 «Dopo le presentazioni e un’iniziale fase di timidezza il ghiaccio si è sciolto e gli alunni della 3C hanno cominciato a fare domande», racconta la professoressa. «Per prima cosa hanno voluto sapere l’origine del titolo del libro, e da lì non si son più fermati… Gianluca è rimasto colpito dalle osservazioni dei ragazzi: alla fine dell’incontro, che ha dato molto a tutti noi, si è complimentato per questi loro commenti così attenti, profondi, a cui ha saputo rispondere in modo esaustivo e affascinante, accendendo subito interessanti dibattiti. La didattica che diventa vita vera, contatto tra persone. Una meraviglia: tutti imparano qualcosa. Al più presto vedremo di ripetere l’esperienza».

A.L.

 

 

 

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