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Cascine, 800 metri quadri in più alle Pavoniere, Italia Nostra:”Inaccettabile” Ambiente, Breaking news, Cronaca

Firenze – Il problema è tutto nella variante del regolamento urbanistico, che andrà in votazione domani in consiglio comunale, e che riguarda la possibilità da parte dei gestori della piscina delle Pavoniere di utilizzare una parte del bosco cittadino delle Cascine sottraendolo così alla pubblica fruizione. Ma la preoccupazione di cui si fa portavoce Italia Nostra Toscana, con una nota firmata dalla sua presidente Mariarita Signorini, non riguarda solo la sottrazione all’uso pubblico di una parte di quello che riveste senz’altro carattere di “bene comune” per Firenze, ma anche il fatto che l’atto in questione sarebbe in generale lesivo per il parco, per i cittadini e persino per l’insieme di regole e norme di salvaguardia che regolano la vita del più grande e forse amato dei parchi cittadini.

Risalendo al motivo per cui l’amministrazione comunale avrebbe in animo di mettere in atto questa operazione, Italia Nostra punta l’indice all’indirizzo della volontà di ” favorire un’attività economica all’interno del Parco”. Tuttavia, continua la nota, “non è altrettanto verosimile, né giustificabile volerlo fare in un contesto storicamente vincolato da precise norme dello Stato a tutela dell’ambiente e della sua storicità: il bosco di pianura, di origine cinquecentesca rappresenta il valore ambientale più alto, in quanto elemento unico e irriproducibile, del territorio urbano comunale”.

Ed ecco “il significato” della variante: “Quanto scritto nella variante del regolamento urbanistico in discussione domani  in Consiglio Comunale non lascia dubbi – continua la nota –  la proposta è di aumentare la superficie disponibile per le attività che si svolgono all’interno del complesso della Piscina, di proprietà Comunale e in concessione alla UISP, ritagliando una superficie di circa 800 metri quadrati, posti in fregio alla monumentale ghiacciaia settecentesca, la ben nota “piramide”, per concedere uno spazio d’ombra ai clienti della piscina. Non è chiaro poi come mai all’interno della scheda tecnica della proposta si faccia anche riferimento alla necessità di disporre di una superficie a parcheggio”.

L’operazione prospettata, spiega ancora Signorini, andrebbe a incidere in una parte di bosco che “è attualmente una superficie di suolo dove gli alberi, assai poco disturbati dalla presenza umana e in assenza di costipamento del terreno, hanno esteso e sviluppato le proprie radici, come è naturale che sia, anche vicino alla superficie, con un perfetto equilibrio ecologico tra vegetazione arborea, vegetazione erbacea spontanea e vita microbiologica del terreno. Tutto ciò si traduce, com’è noto, in un beneficio duraturo oltre che per gli alberi e per la loro longevità, anche per i veri fruitori del parco, quei cittadini che abitualmente o occasionalmente lo frequentano”.

Secondo quanto ricordato dalla presidente di Italia Nostra regionale, lo stesso Regolamento urbanistico conterrebbe norme che dovrebbero rendere “inammissibile” l’intervento.  Inammissibile, aggiunge la nota di Italia Nostra, “a meno che … con una votazione del Consiglio Comunale non si cambino le carte in tavola per dare più valore a una attività economica puntuale piuttosto che a un beneficio collettivo. È quello che succederà nella seduta del Consiglio fiorentino?….”. 

Fra le varie ragioni che secondo l’associazione ostano allo svolgimento dell’operazione, anche la presenza della Piramide che si trova proprio lì accanto, e che rappresenta “un tipico esempio di citazione culturale all’interno della vegetazione del parco, secondo i canoni paesaggistici dell’epoca in cui il contesto ambientale naturale è fondamentale. Una recinzione della piramide, che modifica le funzioni e l’uso dell’area, tradisce sicuramente l’intenzione progettuale storicamente consolidata”.

Ma non è tutto. Un’altra questione, che proverebbe la presenza di un rischio di “privatizzazione” di fatto se non di diritto dell’area, sarebbe riscontrabile nell’attività stessa svolta dalla piscina. “E’ stato notato che l’attività della piscina non si limita a quella di balneazione, per la quale si starebbe cercando di assicurare il “beneficio” di una maggiore ombra ai bagnanti (di solito nelle piscine si utilizzano ombrelloni e non alberi per questo scopo!) – registra la nota di Italia Nostra – ma si stia sempre più intensificando, anche al di fuori della stagione balneare, un’attività di ristorazione e intrattenimento gestita non da UISP ma da una società privata, che forse realmente potrebbe avere necessità di maggiori spazi e infrastrutture”. Ad esempio, continua la nota, potrebbe essere testimonianza di tale esigenza ” un ingombrante padiglione affiancato all’antico corpo di fabbrica delle Pavoniere, che certamente non è in sintonia con l’assetto storico, ambientale e paesaggistico del luogo e che chiunque può osservare passando per il viale della Catena o accanto alla Piramide”.

Tirando le fila, Italia Nostra batte i pugni sul tavolo: “L’amministrazione deve motivare il perché di tale scelta, che i cittadini, normali fruitori, non hanno chiesto di fare: essa deve giustificarla a fronte delle puntuali osservazioni presentate sull’argomento da Italia Nostra. Se dovesse passare tal quale la modifica del Regolamento, si comprenderebbe chiaramente come l’intenzione sia quella di privilegiare, all’interno delle Cascine, attività economiche particolari a scapito del pubblico godimento e beneficio, un principio assai pericoloso estendibile alle numerose altre attività presenti nel Parco, che fino a oggi riesce a conservare con fatica il suo secolare valore storico unitario. Per questo motivo Italia Nostra non può assolutamente ammettere l’approvazione di questa variante nel Parco delle Cascine”.

 

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