energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Cascine di Tavola, Biffoni candida Fattoria medicea sede Unesco Cronaca

Prato – Magnifica occasione per la Fattoria medicea di Cascine di Tavola che versa attualmente in stato di abbandono: la coglie al volo il sindaco di Prato Matteo Biffoni, che, venendo a conoscenza che la commissione nazionale italiana per l’Unesco cerca una sede per l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura, e che “la sede dovrà essere in Toscana”, candida prontamente la Fattoria medicea delle Cascine di Tavola, scrivendo direttamente
al presidente della commissione Unesco.

Plaudendo alla scelta di aprire una sede Unesco in Toscana, il sindaco di Prato sottolinea come la candidatura di Prato “e in particolare della Fattoria medicea ad ospitare la nuova sede Unesco” appare naturale, “simbolo dell’importanza che la nostra Regione ha sempre attribuito alla conservazione e valorizzazione dei beni culturali e quale azione concreta che possa favorire il recupero della fattoria e dell’intero parco agricolo annesso alla villa”.

La fattoria medicea delle Cascine di Tavola è stata confiscata proprio in questi giorni dal giudice penale a seguito del mancato rispetto, da parte della proprietà, delle disposizioni impartite dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici, finalizzate a tutelare il bene e ad evitare ulteriori danneggiamenti.

Una storia che parte dalla figura storica più rappresentativa del rinascimento fiorentino, vale a dire Lorenzo il Magnifico. La tenuta, oggi in grave stato di degrado, fu infatti realizzata da Lorenzo dei Medici a partire dal 1477, due anni prima dell’inizio dei lavori della più famosa Villa di Poggio a Caiano, Villa Ambra, oggi dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Lorenzo il Magnifico volle che la dimora signorile e la fattoria agricola rappresentassero due poli tra i quali si distende ancora oggi la vasta tenuta, dove le attività agricole furono molteplici, dall’allevamento bovino alla produzione di formaggi, dalla coltivazione di orti e frutteti all’allevamento di api e bachi da seta, fino all’introduzione della prima coltivazione sperimentale di riso.

‘Mentre la Villa di Poggio a Caiano è stata valorizzata e resa fruibile alla collettività, le “cascine” sono oggi gravemente abbandonate ad un degrado che, qualora non si intervenga con la massima urgenza, potrà causare danni irreversibili – sottolinea il sindaco Biffoni – Portare qui una sede dell’Unesco avrebbe un grande valore, non solo per Prato ma per il patrimonio storico e artistico italiano”.

Print Friendly, PDF & Email

Translate »