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Casco “salvavita” anche per la bicicletta Società

Parigi – Il nuovo codice della strada italiana entrato in vigore nel luglio scorso non contempla l’obbligo del casco obbligatorio in bicicletta, neanche per i minori di 14 anni.  L’ipotesi, avanzata dal senatore Stefano Esposito, è stata infatti respinta non senza avere sollevato accese discussioni cosicché il casco rimane soltanto consigliato e niente più. Uno studio avrebbe forse potuto orientare diversamente il dibattito. Secondo un’accuratissima inchiesta pubblicata dall”International Journal Epidemology”  e ripresa da “le Figaroil casco diminuirebbe del 70% il rischio di ferite gravi alla testa.

Una difesa dunque che potrebbe ridurre drasticamente le vittime delle due ruote dal momento che in media la metà degli incidenti mortali sono legate a traumi cranici. Gli autori dello studio, due universitari australiani,  gli epidemiologi Jake Olivier  e Prudence Creighton, hanno fatto una sintesi di 43 lavori scientifici realizzati nel mondo a proposito dell’utilità del casco e che hanno riguardato  64.000 ciclisti. Ne emerge appunto che chi si protegge con il casco non solo riduce del 70% il rischio di ferite gravi alla testa ma anche del 65% quello di un trauma cranico mortale.  Nello studio si contestano anche le obiezioni del partito contrario all’obbligo del casco, come quella che porti a un aumento del rischio delle ferite al collo o che, dando un’illusione di sicurezza, spinga il ciclista a un comportamento più spericolato. I due studiosi australiani , pur non  pronunciandosi  a favore di un obbligo per legge del casco, ritengono appunto che i risultati dello studio contraddicono sul fronte della prevenzione delle ferite gli argomenti messi avanti da chi si oppone.  Come quello che l’obbligo del casco distoglierebbe dalle due ruote. In Australia, dove è in vigore dal 1992,  il numero dei ciclisti è  infatti rimasto stabile.

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