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Case Erp, Italia Viva vota con la Lega e FdI Breaking news, Cronaca

Firenze – Insiste la Lega, Italia viva dà manforte: l’oggetto del contendere, la modifica della legge sulla casa proposta dalla maggioranza con l’assessore regionale alla casa Serena Spinelli, che spazza via il requisito della residenza per 5 anni consecutivi per l’accesso alla casa popolare. Un requisito che ha già subito due pronunce della Corte Costituzionale che si è pronunciata per la sua incostituzionalità con la sentenza 44/2020, emessa nei confronti della legge della Regione Lombardia e la 9/2021, emessa nei confronti della legge sulla casa della Regione Abruzzo.

La questione, al di là del fatto che potrebbe apparire di lana caprina, è invece dirimente sprattutto per quanto riguarda l’effettiva valenza dei vari bandi Erp che sono attesi da moltissimi cittadini e che dovrebbero essere messi in atto dai Comuni. Infatti, il vero nodo da risolvere è, come scritto su queste pagine (https://www.stamptoscana.it/tappo-per-i-bandi-erp-sindacati-inquilini-inerzia-incomprensibile-della-regione/), che le sentenze della Suprema Corte potrebbe aprire la possibilità di impugnazione dei vari bandi comunali, proprio per la debolezza del requisito richiesto, vale a dire la residenza continuata sul territorio. Un requisito che in ogni caso cozza contro la natura incomprimibile del diritto alla casa, avallato dalla Corte.

Tuttavia, per quanto riguarda il gruppo regionale della Lega, secondo il capogruppo Giovanni Galli, la mozione chiedeva di rivedere il limite, “non di azzerarlo”. Il capogruppo di Italia Viva Stefano Scaramelli ha spiegato che il voto per la mozione Galli deriva dal fatto che la “legge toscana non è come quella lombarda, bocciata dalla Corte Costituzionale”, e che la mozione va nella direzione di revisione della normativa “trovando una soluzione intermedia”.

Sul punto, il commento di Francesco Torselli, FdI, che segnala: “La Corte non si è pronunciata sulla legge regionale toscana che è tutt’ora applicabile, pertanto la modifica voluta dalla giunta Giani non è altro che un contentino elettorale. Quando ci sarà un pronunciamento sulla norma che regola la legge della Regione Toscana e non quella della Regione Lombardia o Abruzzo ne prenderemo atto”.

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