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Case Passerini non si farà: il Consiglio di Stato conferma il Tar Cronaca

Firenze – Il Consiglio di Stato ha confermato l’annullamento dell’autorizzazione alla costruzione dell’impianto di Case Passerini per l’incenerimento dei rifiuti,  annullamento che era stato disposto dal TAR nel novembre 2016 .

La sentenza del Consiglio di Stato , sez. V, n. 3109 del 2018 ha respinto il ricorso proposto dall’ATO Toscana Centro ed anche il ricorso incidentale proposto dal WWF, da Italia Nostra e dall’Associazione Forum Ambientalista.

In questo modo è confermato l’annullamento dell’autorizzazione unica ambientale rilasciata dalla Città Metropolitana di Firenze in data 23 novembre 2015 per la realizzazione e la gestione dell’impianto inceneritore di Case Passerini.

Questa decisione è motivata con il fatto che gli interventi di rinaturalizzazione denominati ” boschetti della piana” (che la Città Metropolitana aveva previsto come misura di compensazione) avrebbero dovuto essere eseguiti prima della realizzazione e messa in esercizio dell’impianto, perché altrimenti viene frustata la finalità delle misure di rinaturalizzazione, che servono per mitigare l’impatto ambientale del realizzando termovalorizzatore, ciò, tra l’altro, in un’area già fortemente antropizzata.

Il Consiglio di Stato inoltre afferma che ” la nuova evenienza determinata dal progetto aeroportuale avrebbe imposto una complessiva rivalutazione della situazione ambientale e sanitaria della Piana (anche in considerazione degli esiti della VIS, fase III, tant’è che la stessa Conferenza di servizi nella riunione del 17 novembre 2014 non aveva mancato di rilevare come “l’eventuale futuro insediamento nell’area di nuove strutture e infrastrutture sarà oggetto di valutazioni che terranno conto della sovrapposizione degli effetti cumulati ai sensi delle norme vigenti”)

“La sentenza del Consiglio di Stato mette la parola fine al termovalorizzazione di Case Passerini. Com’è noto io ero contrario e l’ho dichiarato a ottobre dell’anno scorso, quando le competenze su questa materia sono passate definitivamente alla Regione”.

“Sono queste le prime parole del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi alla notizia. “Ci prepariamo – continua Rossi – a predisporre un nuovo piano dei rifiuti che accrescerà la raccolta differenziata e il riuso, riducendo ulteriormente gli impianti di incenerimento e le discariche”<

“Le linee di indirizzo che ho dato nella comunicazione al Consiglio – sottolinea il presidente – escono interamente confermate come l’unica strada innovativa e percorribile per la Regione Toscana”.

“Una splendida notizia per i cittadini della Piana, una vittoria per chi, come noi, ha creduto fin dall’inizio che si potesse scrivere una storia diversa – commenta il sindaco di Sesto Fiorentino Lorenzo Falchi – La sentenza del Consiglio di Stato conferma la bontà delle nostre posizioni, basate sul buon senso prima ancora che sul diritto. Da cittadino impegnato in politica sono felice per questo esito, ma da amministratore non posso nascondere il rammarico per essere arrivati a questo risultato per via giudiziaria, quando sarebbe toccato alla politica dare risposte.

“Ora è necessario che tutte le Istituzioni avviino un lavoro comune di riflessione da estendere a tutte le opere previste per la Piana e che, nel caso della gestione dei rifiuti, non può che sfociare nella definizione di un nuovo piano regionale. Accogliamo positivamente, in questo senso, le aperture arrivate dal Presidente della Regione Enrico Rossi.”.

“Una decisione che non mette in discussione validità della scelta dell’impianto e sua localizzazione, ma che chiede alle amministrazioni competenti (oggi la Regione) di adeguare il percorso di AIA con questa specifica prescrizione – ha commentato il presidente di Confservizi Cispel Toscana Alfredo De Girolamo – . A questo punto occorre rapidamente procedere al rinnovo dell’AIA, considerando la richiesta del Consiglio di Stato, procedura da completare al più presto pena il rischio di perdita degli incentivi al nuovo impianto acquisiti dal gestore.

La Sentenza non obbliga la Regione a mettere in discussione l’impianto, che fa parte della pianificazione regionale e nazionale, e che rappresenta un’infrastruttura indispensabile ed insostituibile per gestire in sicurezza il flusso di rifiuti urbani nella principale area urbana della Toscana. Utilizzare questa Sentenza per mettere in discussione una scelta fatta esporrebbe la Toscana ad un rischio di instabilità enorme con ‘emergenza rifiuti’ sempre all’orizzonte. La mancanza di sbocchi certi dei flussi di rifiuti preoccupa già adesso, dove alcuni impianti sono stati chiusi ed i nuovi non si fanno, costringendo i gestori ad un’emergenza che potrà essere risolta solo con un assetto impiantistico sicuro e definitivo. Chiediamo alla Regione di attivare subito il tavolo sui flussi e l’iter di autorizzazione dell’impianto”.

Per Paolo Marcheschi (FdI) ” la sentenza del Consiglio di Stato dice c’è stata anche incapacità in fase autorizzativa per quanto riguarda Case Passerini. Sia chiaro che Fratelli d’Italia non ha difeso l’impianto, bensì il principio che i costi dei servizi pubblici non debbano ricadere sulle tariffe dei cittadini solo perché la politica non è capace di fare scelte amministrative concrete e funzionali”.

«E’ legittimo – prosegue Marcheschi –  per gli abitanti, esultare per la bocciatura di un termovalorizzatore – già approvato – vicino casa, lo è meno per chi amministra e dovrà spiegare dove andranno a finire quei rifiuti che i Toscani pagano a peso d’oro. Rossi, che oggi esulta, ci dica chi prenderà i rifiuti di Firenze e quanto costerà portarli in giro per la Toscana, se non addirittura fuori. Noi faremo la nostra parte nelle sedi competenti per far emergere il danno erariale della politica fallimentare del Pd e del Presidente Rossi, che per i suoi ‘inchini’ elettorali ha sbattuto la Toscana sugli scogli».

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