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Case Passerini: ultima mossa degli oppositori per bloccare l’impianto Cronaca

Firenze – Quanto sarebbe sostenibile l’impianto di termovalorizzazione di Sesto Fiorentino? Poco o nulla, mentre le ricadute sulla salute dei cittadini di tutta l’area della Piana “sembrano essere cosa sicura”. È questo il cuore della mozione presentata stamattina dai consiglieri Amato, Grassi, Trombi e Verdi, che tornano sulla questione chiedendo l’apertura immediata di un tavolo di discussione tra Regione, area metropolitana e tutti i comuni interessati. Si tratta dell’ultimo tentativo di bloccare l’impianto dal momento che il 18 giugno la conferenza dei servizi dovrebbe dare via libera al progetto dopo che è stato sottoposto al vaglio di tutte le commissioni e di tutte le autorizzazioni previste.

Chiedere di rivedere la decisione di costruire l’impianto di Case Passerini, sostengono, non  è un appello dell’ultima ora, ma dovrebbe servire a dar man forte alla spinta verso un ripensamento quale arriva ora dall’esempio dei Comuni della Val di Sieve e del Valdarno (che hanno detto no all’inceneritore di Selvapiana) e la recente esecutività del regolamento europeo del dicembre 2014 sul contenimento degli inquinanti organici persistenti (o “POP”, secondo l’acronimo inglese), le tipiche emissioni di simili strutture. Per questo estremo tentativo di impedire l’apertura dei cantieri, i presentatori della mozione mettono in fila tutti gli argomenti che chi si oppone all’impianto ha utilizzato negli ultimi quattro anni.

Tutto, in realtà, questa la convinzione degli oppositori, sembra remare contro l’impianto dell’Osmannoro che è arrivato in dirittura di arrivo dopo anni di discussioni, studi e progetti, . “Un impianto obsoleto e fuori legge già prima di nascere”, questa la sentenza che non fa riferimento ad alcun dato prevedibile, non in grado di superare le prime valutazioni d’impatto ambientale che scatterebbero all’indomani dalla messa in funzione, nocivo e costosissimo – si parla di circa 400 milioni di euro – la cui edificazione sarebbe peraltro incompatibile con il florilegio di progetti che interessano l’area. Uno su tutti, la nuova pista dell’aeroporto”.

Le stime – secondo i presentatori della mozione – non lascerebbero molti dubbi al caso.  “L’unico modo per smaltire diossina è non produrre diossina”, taglia corto Miriam Amato. Il problema secondo la consigliera ruota sì attorno alla tutela della salute, ma riguarda anche questioni di sicurezza: l’impianto del nuovo bosco striderebbe  infatti con la normativa di Enac per l’eccessiva vicinanza all’aeroporto. Non convince Grassi, poi, la pressione esercitata sulla leva della termovalorizzazione. “L’inceneritore non dovrebbe riguardare il comune di Firenze, ma si sa che le particelle entrano in tutti i comuni aldilà dei limiti geografi”: queste le parole del consigliere, che di concerto con i colleghi torna a chiedere la valutazione dell’alternativa Rifiuti Zero, basata sul riutilizzo dei materiali, “pratica possibile, economica, meno impattante e in grado di creare lavoro”.

L’urgenza, al momento, è tuttavia quella di rivedere i piani da cima a fondo, tanto più che la Conferenza dei Servizi della Città Metropolitana – prevista per il prossimo 18 giugno – non ha accettato le richieste del Comune di Sesto Fiorentino per una nuova valutazione di impatto sanitario. Considerando, poi, la tempistica per l’affidamento dell’appalto  – previsto prima dell’estate – è quasi sicuro il via libera al progetto.

La mozione (e la sua ratio di ri-valutazione dello studio di fattibilità) arriva quindi in zona Cesarini come ultimo, accorato appello, rivolto anche – se non soprattutto – al neo eletto governatore Rossi. “Ormai le regionali sono passate – ha dichiarato Giacomo Trombi – e gli scenari non sono cambiati di molto. Per Rossi questa è un’ottima occasione per riprendere le fila di una serie di una serie di decisioni prese in maniera un po’ affrettata. L’invito è a fermarsi un attimo e ripensare. Il tempo è poco, ma c’è”. La mozione – che sarà presentata giovedì, contestualmente alla manifestazione No Inceneritore che si terrà alle Piagge – oltre all’appello per un ripensamento e la valutazione di alternative green, porta  anche la richiesta alla presidenza del consiglio comunale di un’assemblea sul tema aperta alla cittadinanza.

 

Foto: un rendering del nuovo impianto di Case Passerini

 

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