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Case per ferie e turismo sociale, gli operatori chiedono una revisione della legge sul turismo Società

A seguito di un’interessante iniziativa che si è tenuta a Firenze sulla revisione della legislazione relativa alle Case per Ferie, per la quale dopo una serie di consultazioni la Giunta regionale sta elaborando una proposta, abbiamo rivolto alcune domande ad Ezio Barbieri Portavoce  regionale del Coordinamento Regionale Case per Ferie del Turismo Sociale-Religioso.

Cosa s’intende per Case per ferie? “Le case per Ferie sono nate con l’intento di aver cura della salute dei giovani,degli adulti, e delle famiglie dando vita ad un vero intervento di carattere turistico solidale. Evolvendosi, nel tempo, hanno, tuttavia, mantenuto la vocazione verso le famiglie,i minori,gli anziani,i portatori di disabilità creando efficaci risposte alle moderne istanze del turismo sociale. Non sono,come spesso invece si pensa, soggetti di un turismo di nicchia per una piccola fetta di mercato,ma una risposta alla crescente, composita domanda del crescente numero di coloro che esprimono il bisogno di un modo nuovo di sentire la vacanza in maniera più soggettiva,intimistica e relazionale”.

Perché chiedete la revisione della legge sul turismo? “Revisionare la legge regionale toscana sul turismo ( L.R. 42/2000) significa aggiornarla ai tanti mutamenti,anche sociali,intercorsi in un quindicennio,ma, anche, per lo specifico di cui ci occupiamo,ridefinire la classificazione dei vari soggetti preposti all’accoglienza turistica avendo cura di specificare bene ogni singola identità,evitando omissioni e doppioni ,e rinviando al regolamento le tante, singole situazioni in cui ognuna si trova ad operare. Quanto sopra per le Case per Ferie è essenziale perché l’attuale legge esistente in Toscana colloca questo soggetto o in una sorta di statica figura modellata su quello che era all’inizio oppure in modi diversificati ma con una sorta di “banalizzazione” della identità vera”.

roma9Quali sono state le conclusioni del Convegno? “Il Convegno si è tenuto dopo che il Coordinamento delle Case per Ferie,costituitosi un anno fa ad opera delle principali sigle associative delle case per Ferie, in vista della variazione dell’attuale Legge Regionale,ha convenuto che solo una rappresentanza unitaria avrebbe potuto confrontarsi con il legislatore regionale,pena la sconfitta certa. Il suddetto Coordinamento ha infatti per tempo inviato all’Assessore Regionale al Turismo,al Presidente della terza Commissione  del Consiglio Regionale il documento ” Le essenzialità delle Case per Ferie” quale contributo alla revisione della legge regionale 42 in corso. Il Convegno,seppure tenuto a ridosso delle festività ,ha visto una forte partecipazione ed ha conosciuto nel dibattito che si è svolto una preziosa unità di intenti sottolineata anche dall’intervento conclusivo ad opera di Don Mario Lusek che per la Conferenza Episcopale Italiana ricopre il ruolo di Responsabile della Cultura,Turismo,Tempo Libero e Sport”.

Le case per ferie, dunque,  una nuova forma di turismo anche come risposta alla crisi? “Le case per ferie, profondamente rinnovatesi, pur nella continuità di una forte caratterizzazione sociale, agiscono,nel turismo con l’intento di ampliare la partecipazione di quante più persone possibili: la vacanza desiderata,un ritrovarsi della famiglia riunita in un momento di svago,la visita ad un luogo  per la sua storia e per la forte attrazione di beni storici, artistici, monumentali, paesaggistici ed ambientali deve essere una occasione per l’intera comunità e non per parte di essa. E’ essenziale lavorare per dare un contributo, capace di  ridurre quella esclusione sociale che,anche nello svago, colpisce settori della società socialmente più deboli a seguito di quella crisi economica che ormai da troppo tempo attanaglia il nostro paese”.

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