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Case popolari: disagio e razzismo, a Firenze l’autogestione fa diga Cronaca

da Stefania Valbonesi, Laura Bonaiuti

Firenze – Incontro, stamattina, fra gli esponenti del Sunia Laura Grandi e Simone Porzio, l’assessore al welfare e alla casa del Comune Sara Funaro, e soprattutto loro, gli esponenti delle autogestioni che storicamente nel territorio fiorentino “reggono” la difficile gestione dei rapporti fra gli assegnatari. Un compito che è sempre stato fondamentale per riuscire non solo a risolvere gli inevitabili conflitti, ma anche e soprattutto come costituzione di una “rete” che di volta in volta ha significato resistenza civile, gestione del territorio, solidarietà interna fra condomini ed esterna fra vicini. Un compito che, in questi tempi di rabbia ed esplosione dei conflitti nelle periferie, diventa sempre più punto di riferimento per chi, dentro e fuori dal quartiere, resiste alle logiche di aggressione e di razzismo che fatalmente tendono a impadronirsi della disperazione per trasformare un conflitto che ha anche connotazioni sociali in una inutile e sanguinosa guerra fra poveri.

Ed ecco di cosa si parla: l’autogestione è la gestione dell’ordinaria amministrazione delle parti comuni da parte degli assegnatari, che nominano un responsabile dell’autogestione e un comitato. Il responsabile diventa anche il collettore delle esigenze degli inquilini, oltre che il referente dell’ordinaria amministrazione: così, è il responsabile e il comitato (tutti eletti dagli assegnatari), a scegliere per esempio le ditte per le forniture servizi, previa lista dei preventivi, scelte adottate con criteri di economicità; allo stesso modo si occupano della cura dei giardini dei blocchi, o degli arredi e via di questo passo. I blocchi che vanno in autogestione ricevono dall’ente gestore (cui di fatto fanno risparmiare risorse) dei fondi da utilizzare per le migliorie dell’immobile, da decidere insieme non solo al comitato, ma anche in base alle proposte degli assegnatari. Il risultato? Grazie alle autogestioni fiorentine (il fenomeno è praticato e ha dato i risultati migliori proprio nel nostro territorio, diventando una sorta di “esempio guida” a livello nazionale) i blocchi che adottano questo sistema non solo risultano più protetti dal degrado delle strutture, ma sono anche quelli dove la conflittualità, pur esistendo, viene gestita in modo più soddisfacente. Per tutti: inquilini e istituzioni. Con il cambio dei tempi, c’è un altro vantaggio aggiunto nel sistema dell’autogestione; vale a dire, spesso i responsabili e i membri del comitato svolgono una utilissima forma di mediazione sociale, spiegando e facendo conoscere ai nuovi arrivati, e in particolare ai gruppi di extracomunitari o di persone che comunque non hanno esperienza del sistema “autogestione”, regole e principi di convivenza, ma anche le modalità per pagare le utenze, o per avviare un reclamo. Insomma riescono ad assorbire, seppure con qualche falla, l’impatto di arrivi spesso disordinati, tumultuosi e anche poco “accompagnati”, vale a dire senza “preparazione” adeguata sulle regole.

foto funaro e fare autogestione

Insomma l’autogestione, come commenta l’assessore Sara Funaro raggiunta a telefono da Stamp, “si configura come una buona pratica, una pratica che funziona, che svolge un ruolo di mantenimento di rapporti e segnalatore di problemi. Uno strumento importante che da parte nostra riteniamo utile sia come canale di confronto sia come sollecitatore di scambi e confronto fra esigenze e problemi”.

Tant’è vero, che su “input” del Sunia, i rappresentanti delle autogestioni più grosse e importanti di Firenze (con l’intenzione di “attrarre” via via anche tutte le altre), hanno costituito un’associazione, “Fare autogestione”, di fatto un soggetto più significativo sia per interloquire con le istituzioni, sia per “reggere” la spallata del disagio e del razzismo il cui veleno rischia di affondare ancora di più quando trova il vuoto ad attenderlo.

Ed è proprio “Fare autogestione” che stamattina ha avuto un primo incontro con Funaro, cui seguirà a breve un porssimo incontro in cui sarà l’assessore a incontrare le autogestioni sul territorio. “Ila logica con cui è nata l’associazione “delle autogestioni” – spiega la segretaria regionale del Sunia Laura Grandi – è quella del mettersi insieme per contare di più. Il vero rischio è che il cittadino, in questo caso anche assegnatario, si ritrovi solo e isolato a sostenere una situazione di disagio: l’autogestione è l’antidoto a questo, e la forza si acquista crescendo tutti insieme e rafforzando la solidarietà”.

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