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Case popolari, emergenze al palo Cronaca, Società

Firenze – Non si vuole esporre con nome e cognome, dal momento che teme poi di perdere quel poco che le è stato promesso. Dunque, la storia di “Romina”, di poco oltre i sessant’anni, è la seguente: sfrattata, in “emergenza” avrebbe diritto a un’assegnazione di una unità abitativa popolare, con tanto di “pass” dovuto al suo stato. Ma da due mesi circa risiede a casa di un’amica (“speriamo mi sopporti ancora un po’”) perché della casa, neanche l’ombra. Eppure, il diritto, ce l’ha.

Ma un diritto non vuol dire un fatto, tant’è vero che come Romina esistono altri casi che si sono ritrovati nella stessa situazione: entrano a pieno titolo nell “emergenza”, e lì rimangono. La voce che corre in queste ultime settimane fa venire i brividi alle persone “in emergenza”: vale a dire, sembra che, con le nuove regole della legge regionale sulla casa, molti siano destinati a restare per un tempo ad oggi indeterminato nel limbo degli aventi diritto senza assegnazione concreta. E il motivo è semplice: sarebbero state ampiamente sforate le percentuali delle “riserve”. Cosa significa?

La nuova legge regionale sulla casa prevede che, sugli alloggi della disponibilità annua, venga operata una “riserva”, vale a dire che il 35% delle case disponibili venga riservato alle emergenze. Ma la quota, per il Comune di Firenze, sarebbe già stata ampiamente sforata. Se questo fosse avvenuto e non si trattasse solo di voci, quale sarebbe il risultato? Bisogna aspettare il prossimo anno, con la gente che attende e intanto chi può si arrangia? “E chi non può? – chiede Romina – per quanto tempo potrò restare ospite dalla mia amica? Ma che ne è degli ottocento alloggi di cui parlava anche ultimamente l’assessore del Comune di Firenze? ”.

Il problema assume poi connotati ancora più complicati se, come avvisano gli esperti del settore, si prende in esame un altro punto, ovvero che alloggi con un vano e mezzo, prima attribuibili a nuclei di una o al massimo due persone, si assegnano anche a nuclei famigliari di tre componenti. A fare da cavallo di Troia, la norma della nuova legge regionale che prevede che anche la cucina, se misura oltre i 14 metri quadri può essere considerata agibile per dormirvi in due, se minore può comunque essere considerata adatta a contenere un letto per una persona. E’ considerata “mezzo vano” la cucina inferiore a 14 metri quadri e superiore a 9 e mezzo. Con questa disposizione, se da un lato nuclei di tre componenti possono essere assegnatari di un “quasi” bivani, viene però tolto ossigeno alle assegnazioni per i “single”, o le coppie. Del resto, ci sono già, oltre a “Romina”, almeno altri cinque casi di vittime dell’emergenza in attesa, e si tratta proprio o di single o di coppie.

 

 

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