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Case popolari fatiscenti, delegazione cittadini in Regione, forti tensioni con la polizia Breaking news, Cronaca

Firenze – Stamattina un gruppo (circa 15 persone) di cittadini di Pisa, del quartiere popolare di Sant’Ermete, si sono recate nella sede della Regione Toscana. Motivo, l’invito che avevano ricevuto da parte di alcuni gruppi consigliari di accedere ai lavori alla Commissione Sanità per quanto riguarda una situazione ormai diventata d’emergenza, vale a dire la condizione delle case in cui vivono, nel quartiere popolare di Pisa, giunte al limite della fatiscenza. E tuttavia, all’entrata della sede Regionale e nell’androne, è avvenuto il caos, con anche il tentativo da parte della polizia di non far entrare il drappello. La situazione è presto entrata in una fase di completo caos, tanto che ci sono stati scontri fra agenti e cittadini e anche tre fermi, che in seguito sarebbero stati rilasciati.

La questione riguarda in buona sostanza proprio lo stato delle case di edilizia popolare di Sant’Ermete, che sono ormai al di fuori di ogni limite, per quanto riguarda le condizioni igienico-sanitarie, con rischio di compromissione anche della salute di chi vi abita. Tanto da indurre i residenti a chiedere alle istituzioni, gestore e amministrazione comunale, di non corrispondere più il canone, vista la situaizone abitativa del tutto inadeguataa criteri di semplice abitabilità, fra intonaci crollati, muffe e altro. Tuttavia, nonostante un sopralluogo della Usl Toscana Nord Ovest avvenuto il 21 luglio 2016  avesse verificato una situazione davvero molto compromessa, le svariate missive inviate dai residenti sia al gestore delle case, Apes, sia all’amministrazione comunale locale, non avevano ottenuto niente. Sulla questione tuttavia il Movimento 5 Stelle aveva avanzato, circa un anno fa, una mozione, in cui si richiedeva, oltre all’immediato ripristino delle condizioni di salubrità delle case, anche un aiuto economico per le famiglie, che, nonostante la pericolosa situazione igienico sanitaria in cui versavano le abitazioni, erano tuttavia tenute a versare il canone mensile (circa 96 euro al mese). L’atto doveva essere portato al voto oggi, in Commissione Sanità e Politiche Sociali, ma il voto è stato rimandato di altri quindici giorni. Intanto, al tentativo di entrare nel palazzo della Regione del piccolo drappello di abitanti di Sant’Ermete, sotto, in strada, si scatenava l’inferno.  “Siamo stati invitati”, dicevano infatti alcuni dei componenti lo sparuto presidio, per evitare la reazione della polizia mentre cercavano di entrare in Regione. Ma nello stesso tempo, sono giunti altri cittadini che volevano portare una richiesta contro la chiusura dell’Asl di Santa Rosa, il che ha portato il caos al culmine.

polizia 3

“A Sant’Ermete c’è una situazione di emergenza, per questo è imbarazzante e surreale l’atteggiamento del duo PD-MdP di rinviare di altri quindici giorni il voto sul nostro atto protocollato quasi un anno fa”, è stato il commento di Andrea Quartini (M5S) alla stampa all’uscita della Commissione Sanità e Politiche Sociali dove doveva essere votato oggi l’atto.

“Dopo un anno è lecito dire che la Giunta doveva già aver adempiuto agli impegni, doveva aver attivato tutte le azioni necessarie per ripristinare le condizioni minime igienico sanitarie degli alloggi di Sant’Ermete e doveva aver già previsto un immediato intervento economico per le famiglie assegnatarie esasperate da una situazione intollerabile. E invece non l’ha fatto. Sarebbe stato il minimo approvare oggi almeno l’impegno alla giunta Rossi di pagare in toto o se non altro in parte il canone mensile di locazione a quelle famiglie assegnatarie di alloggi fatiscenti. Il rinvio è una scelta scorretta” ha concluso il Cinque Stelle.

Sollecitato in merito ad un commento sugli scontri avvenuti nell’androne del Consiglio regionale ha aggiunto “Nel nostro dna sta la non violenza, capiamo l’esasperazione di queste persone ma come abbiamo spiegato loro da questa mattina le risposte ai loro problemi passano dal confronto istituzionale, partendo da un voto favorevole della maggioranza al nostro atto. Noi ci batteremo facendo le barricate per ottenerlo, ma sempre nel perimetro delle regole”.

 

Intanto, sugli scontri avvenuti oggi,  il gruppo in Consiglio regionale di Sì-Toscana a Sinistra annuncia che chiederà di visionare le riprese effettuate dalle telecamere di sorveglianza per “vederci chiaro” sugli scontri tra manifestanti e polizia, avvenuti all’esterno e, in parte, anche nell’atrio, di via Cavour 4. “Oggi riassumono i consiglieri regionali di Sì Tommaso Fattori e Paolo Sarti –la commissione Sanità, come da calendario, aveva in programma di affrontare la questione degli alloggi popolari di Sant’Ermete a Pisa. Strutture fatiscenti, su cui c’è da tempo l’impegno fin qui disatteso della Regione Toscana. Noi e il gruppo M5S avevamo chiesto e ottenuto di far entrare ad ascoltare i lavori in Commissione una delegazione formata da dieci manifestanti. All’ingresso, dopo una non motivata resistenza da parte della polizia a farli entrare, ci sono state urla e spinte. All’uscita della delegazione, dopo l’incontro avvenuto in maniera del tutto regolare e serena con i consiglieri, è stata fermata una giovane donna che era priva di documenti. Ne sono seguiti lunghi momenti di concitazione e altre due persone sono state fermate, per aver dato qualche manata alla vettura della digos, che portava via la loro compagna”.

“Noi siamo preoccupati sottolineano Fattori e Sarti perché questo non è uno stadio, è un’istituzione regionale. Queste persone erano state invitate dai gruppi consiliari, non c’era alcun motivo per far salire la tensione fino a questo punto. Vogliamo vederci chiaro e chiederemo di acquisire i filmati di sorveglianza, per vedere esattamente cos’è successo. Ci sono testimoni che danno una versione dei fatti diversa da quella dei funzionari di Pubblica Sicurezza. Dispiace perché con una gestione diversa si sarebbe evitato questo epilogo così brutto”.

“E’ chiaro  che queste persone sono esasperate e vivono in condizioni di grande difficoltà economica. Oggi si discuteva una mozione presentata addirittura a maggio 2016 e aspettavano finalmente di avere una risposta. Si doveva tener conto della situazione di cittadini e non aumentare ulteriormente la tensione. Ci sono state reazioni spropositate rispetto ai manifestanti”.

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