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Erp, inquilini “irregolari”: la sanatoria potrebbe essere per legge Cronaca

Firenze – Sono i controlli incrociati messi in atto (come promesso dall’assessore alla casa del Comune di Firenze Sara Funaro all’atto del suo insediamento) dall’amministrazione a fare emergere una serie di occupanti “irregolari” degli alloggi popolari. Gente, insomma, che continua ad occupare un alloggio popolare senza possedere più i requisiti che ne giustificherebbero il possesso. Per fare un esempio, i nipoti “ospiti” in casa della nonna che ne continuano il possesso anche dopo la morte dell’ava, o coloro che hanno sforato ampiamente il tetto del reddito che giustifica l’assegnazione dell’appartamento popolare, magari trasformato in fonte di reddito con un subaffitto quasi pari ai prezzi di mercato. Secondo le ultime notizie, sarebbero 17 i casi rilevati dalle operazioni di controllo poste in essere da Comune, guardia di finanza e altri soggetti interessati, mentre gli accertamenti continuano.

“Su questi risultati – interviene la segretaria del Sunia Laura Grandisarebbe troppo facile dire che siamo contenti, che 17 casi su 11mila abitazioni popolari sarebbe una percentuale che rasenta il “virtuoso” per quanto riguarda Firenze. In realtà, riteniamo che i casi “irregolari” siano molti di più. E siamo convinti che il lavoro che continuano a svolgere amministrazione e finanza potrebbe far saltar fuori altre sorprese”.

Se dunque da un lato le istituzioni sono “in guerra” con gli irregolari, dall’altro è necessario fare attenzione alla legge regionale 41/2015, che all’art.40 potrebbe contenere una norma che risulterebbe una vera “manna” per gli irregolari, a qualsiasi titolo essi lo siano. Infatti, come spiega Grandi, “l’art.40 della legge regionale prevede una sanatoria per i casi “irregolari” che si trovino in questo stato nei 5 anni precedenti l’entrata in vigore della legge vigente”. Insomma per farla breve, si potrebbe dare l’ipotesi che chi godesse del possesso di un’immobile popolare in carenza di titolo (ad esempio il nipote dell’ava defunta o per sforamento di tetto di reddito) protratto per i cinque anni precedenti l’entrata in vigore della legge, potrebbe cavarsela con una bella sanatoria ex-art.40, che interverrebbe nel procedimento di decadenza in atto.  Sanandolo.

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