energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Case popolari, Rossi annuncia riforma su Facebook, Sunia controbatte Politica

Firenze – Contributo affitti,la Regione taglia e il Comune di Firenze si lamenta. Il taglio è una vera mannaiata, secondo l’amministrazione fiorentina: vengono meno infatti 150mila euro, e il fondo stanziato sarà di 500mila. Ma, dice Rossi, “l’assessore fiorentino non si chiede però quanti siano stati i tagli del governo alle Regioni e di come una serie di fondi siano stati assegnati ma senza la possibilità di spenderli. Renzi, quando era sindaco , definiva questa politica stupida. Purtroppo, a causa dell’austerità imposta dall’Europa, ma anche a causa delle politiche di riduzione indiscriminata del fisco (ad esempio l’eliminazione per tutti della tassa sulla prima casa), anche questo governo, che pure prova a fare politiche espansive, alla fine taglia anch’esso la spesa pubblica e, dentro di essa, non può non risentirne anche quella sociale”.

Il governatore tuttavia non vuole solo criticare, lo scrive nero su bianco sulla sua pagina facebook, da dove la discussione prende il via. E illustra i punti principali di una proposta a cui in Regione si sta lavorando. Al primo punto, scrive, “la Regione si impegna a trovare i 90 milioni di euro, che si aggiungono ai 40 milioni già stanziati, che sono necessari per completare i cantieri già aperti in regione per la costruzione delle case popolari. Evitare questo blocco, date le ristrettezze di bilancio imposte dal governo, è già un “miracolo”. Si tratta di evitare che i lavori restino a metà, che le imprese mettano a casa gli operai e che siano sottratti migliaia di appartamenti nuovi a chi ne ha bisogno”.

Il secondo punto ha natura gestionale, ma anche politica. “Il patrimonio edilizio pubblico – scrive Rossi – che in Toscana si aggira intorno a 50 mila appartamenti, non ha senso che sia gestito da undici aziende con un direttore e un presidente per ciascuna e tutti i costi che da questo derivano. Io penso che sarebbe cosa giusta tagliare le spese gestionali e gestire magari con un’unica società tutto il patrimonio. Sono certo che questo consentirebbe di risparmiare molti soldi che potrebbero essere più proficuamente investiti”. Un’ipotesi che non contempla a livello regionale un unico livello istituzionale, “giacché i cosiddetti LODE, livelli ottimali di esercizio, possono restare quelli che sono per garantire il ruolo dei territori e dei comuni nella programmazione degli interventi”.

Ancora, Rossi affronta il problema della manutenzione, cruciale “per evitare che migliaia di appartamenti restino vuoti perché sono in condizioni di degrado. A questo proposito, e sul tema della riscossione affitti, necessaria per svolgere i lavori di manutenzione, Rossi lancia: “Bisogna avere coraggio e mettere affitti più equi agli inquilini in modo da consentire di avere risorse sufficienti per una regolare e programmata attività di manutenzione. La sproporzione di spesa tra chi, con lo stesso reddito, vive in affitto presso un privato e chi vive in una casa popolare è così grande che correggerla è ormai prima di tutto una misura di giustizia”.

Infine, ultimo punto, l’attesa del piano di investimenti per le case popolari annunciato dal ministro Del Rio. “Il mio sogno – conclude il governatore – sarebbe di utilizzare questi fondi per interventi di rigenerazione urbana e non consumare nuovo terreno agricolo, come prevede anche la nostra legge di governo del territorio”.

A stretto giro, ecco che arriva la “risposta” da parte di Simone Porzio, segretario generale del Sunia Toscana. “Le dichiarazioni pronunciate oggi su Facebook dal Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi riguardo il futuro delle case popolari non ci convincono affatto, anzi ci preoccupano perché rilevano demagogia e grave sottovalutazione della questione abitativa” è l’incipit della sua nota. Ricorda infatti Porzio: “Un recentissimo rapporto di Nomisma, sul disagio abitativo, commissionato da Federcasa, conferma dei dati che da anni il Sunia denuncia alla politica. Le famiglie che in Italia confidavano in una casa popolare nel 2008 erano 670.000. Nel 2015 sono oltre 1.700.000. In Toscana sono oltre 35000! La drammaticità di queste cifre sono state anche recentemente confermate da un rapporto sulla condizione abitativa commissionato proprio dalla giunta Rossi”.

Ma questi dati, si legge nella nota di Porzio, nessuno sembra averli analizzati, traducendoli in risposte efficaci. “La migliore risposta al disagio abitativo che attraversano migliaia di famiglie toscane e non, sta nel prevedere investimenti costanti per la costruzione di nuove case popolari in affitto, ottimizzando il patrimonio esistente. Per ottenere questo ci vogliono risorse. Concordo con Rossi riguardo il fatto che da decenni i governi nazionali non hanno finanziato alcun intervento in tal senso e che quest’anno il fondo statale per il sostegno all’affitto è stato azzerato, ma scagli la prima pietra chi è senza peccato”.

Inoltre, “facendo i conti”, Porzio riporta a galla anche una vecchia vicenda. “In queste settimane è pervenuta nelle casse regionali una prima parte del finanziamento di 25 milioni di euro previsto dal governo per la ristrutturazione urgente delle oltre 1600 case popolari toscane che da anni sono rimaste sfitte per mancanza di risorse, ma anche questa volta milioni di euro rimangono imbrigliati, come altri destinati al settore (fondo morosità incolpevole), nella palude del bilancio regionale e non è vero che è colpa solo dei limiti del patto di stabilità, ma di una precisa, reiterata, volontà politica regionale di relegare in second’ordine l’utilizzo di queste. E le case rimangono sfitte in preda alle occupazioni abusive con buona pace dei cittadini sfrattati che hanno fatto i bandi. Questa grave sottovalutazione del disagio abitativo è ulteriormente confermata dalla scelta della prima giunta Rossi di dirottare e ad oggi non restituire oltre 170 milioni di euro destinati alle case popolari per sanare i buchi di bilancio del trasporto pubblico locale”.

Infine, ecco le conclusioni del segretario generale del Sunia Toscana: “La verità è che dare una risposta strutturale al disagio abitativo in Toscana, alle migliaia di famiglie sotto sfratto perché hanno perso il lavoro è considerato marginale, una questione da assistenti sociali”. E dunque, conclude Porzio, rivolgendosi direttamente al governatore: “Presidente Rossi, scrivere su Facebook che gestire con una unica azienda le case popolari, aumentare gli affitti agli inquilini e che la colpa è sempre di qualcun altro le garantirà senz’altro qualche distratto ‘mi piace’, ma non contribuirà in alcun modo alla risoluzione della questione. Siamo talmente preoccupati di questa sottovalutazione, ma disponibili a confrontarci con proposte concrete, e non a caso il prossimo 16 aprile i sindacati inquilini della Toscana SUNIA, SICET, UNIAT, UNIONE INQUILINI e i sindacati dei lavoratori CGIL, CISL, UIL hanno organizzato una assemblea di mobilitazione unitaria degli inquilini della Toscana a difesa del futuro delle case popolari”.

.

Print Friendly, PDF & Email

Translate »