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Caso Cancellieri: cittadini di serie A e di serie B? Opinion leader

Poi l'interrogatorio, la cella e …. il coma. Il 7 maggio quel ragazzo, orfano, venne trasportato d'urgenza al Pronto Soccorso. Alle 9.45 di quel mattino è stata ufficialmente constata la morte. Era il 1972. Quel giovane anarchico si chiamava Franco Serantini. Nessuno Ministro della Repubblica italiana chiamò per sincerarsi della sua situazione, nessun Ministro si è mai interessato a quel caso. In fondo era solo un povero figlio del proletariato e per giunta un “sovversivo”. Ad oggi non ci sono verità per quella morte. Sono passati 40 anni. Franco Serantini non aveva una mamma che teneva o' core grande, non aveva conoscenze altolocate, non aveva il numero di cellulare di un Ministro, non frequentava i salotti bene, non aveva intrattenuto rapporti di lavoro con una famiglia plurinquisita per bancarotta e frode in bilancio, non aveva mai ricevuto oltre 3 milioni di € di buonuscita, dopo un rapporto di lavoro di soli 12 mesi. Insomma quel ragazzo apparteneva ad un mondo diverso dai vari Ligresti, Peluso.

In una democrazia non dovrebbero esserci cittadini di serie A e B. Ma solo cittadini. Se lo Stato privilegia A rispetto a B siamo di fronte non ad un caso singolare ma ad un esempio discriminante. La domanda quindi è che tipo di comportamento la Cancellieri ha tenuto sul caso Ligresti? Il fatto in questione parte da una telefonata personalissima della famiglia Ligresti alla Cancellieri per convincerla ad interessarsi, attivarsi, per favorire Giulia, rinchiusa in carcere e in stato di anoressia. Alla telefonata dei Ligresti ha fatto seguito l'azione del Ministro sui giudici competenti. Giulia Ligresti intanto patteggia e viene scarcerata. L'intervento del Ministro Cancellieri per favorire la liberazione della Ligresti lascia dubbi, uno politico ma soprattutto quello morale. Il Ministro ammette di non aver fatto nulla di male, solo un semplice gesto d'umanità. Molti pensano che quel gesto nasconda altro, un legame diretto tra la famiglia Ligresti e quella della Cancellieri, e quindi il Ministro avrebbe commesso un abuso d'ufficio, fatto pressioni, favorito. La Ministra risponde che è tutta una montatura, un attacco politico premeditato alla sua persona per colpire il governo Letta. Se così fosse il passaggio in aula della Cancellieri di martedì dovrebbe rendere evidenti i termini della critica al suo operato e misurare la stabilità dell'esecutivo, ma difficilmente potrebbe dimostrare atteggiamenti e motivazioni non propriamente etiche da parte dei suoi ministri.

In questi mesi, gli atti di benevolenza nei confronti di pregiudicati promossi dal guardasigilli sono stati molti. Hanno riguardato persone accusate di vari crimini. Non c'era ancora stato un cognome famoso e temuto a tenere banco. Fino ad oggi. Fino a quando alcuni giornali hanno “svelato” rendendo pubblico dettagli dell'amicizia, telefonate, rapporti di lavoro, vite e storie che si incrociano, intrecci tra i Ligresti e i Peluso-Cancellieri. Prima o poi doveva succedere che i rapporti tra la politica e la finanza, soprattutto quella più spregiudicata, arrivassero al nodo, uscissero alla luce del sole. Amicizie? Affari? Aiuti? Se le relazioni tra politica e finanza sussistono è necessario capire su quale piano sono strutturate. In passato, ai tempi dello scandalo di Mani Pulite, avevamo constatato il livello di devianza raggiunto dal sistema, la corruzione dilagante. Sono passati 20 anni da quei tristi giorni e tuttavia i casi di malcostume sono continuati, cito MPS e Fonsai perchè sono i più noti su cui la magistratura sta indagando. Nel caso Fonsai è coinvolta proprio la famiglia Ligresti. E forse domani si saprà con la complicità di una parte della politica. Il dilemma ancora una volta verte sul problema centrale: quanto e come gli uni sono servili agli altri?

Anna Maria Cancellieri intanto professa la propria innocenza. Il movimento 5 Stelle chiede la sua testa. Il PDL e i radicali insorgono in difesa del Ministro, nel nome del garantismo. Il PD è diviso. I renziani sono per le dimissioni. Civati pure. Cuperlo attende. C'è tensione dentro e fuori il PD. Il governo incappa in un nuovo ostacolo, è l'ennesima questione sulla giustizia. Forse basterebbe e servirebbe un passo indietro della Cancellieri. Non nella forma di una dichiarazione di colpevolezza ma nella necessità di dare maggiore trasparenza e autorevolezza al ruolo istituzionale che il Ministro stesso svolge.

Non mi piace pensare che un atto di clemenza, per quanto giusto e lodevole, possa nascondere un favore da restituire. Eh sì perchè clemenza è per tutti e favore solo per pochi. È un errore che nasce da un sistema sociale, politico e culturale imperfetto. Questa è l'Italia di oggi, imperfetta, non troppo diversa da quella di ieri, purtroppo, e nemmeno da quella di domani, ahimè. Mi direte che oggi però a differenza di allora la famiglia del giovane Cucchi è stata risarcita per la morte di Stefano con un assegno milionario da parte dell'Ospedale di Roma. È vero, è una bella notizia almeno per la famiglia. Tuttavia sulla morte di Stefano Cucchi restano tante parziali verità a farne cornice, buchi neri ancora da chiarire, muri di gomma d'abbattere, responsabilità da giudicare e punire.

 

Enrico Catassi

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