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“Caso dei tubi scambiati”: 10 condanne alle Scotte di Siena Cronaca

Alfiero Barbi, settantaduenne di Sinalunga (Siena) perse la vita nella sala angiografica dell’ospedale Le Scotte di Siena nel febbraio del 2007. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, che si sono occupati del cosiddetto “caso dei tubi scambiati”, nel corso di un intervento chirurgico di routine, i tubi dei gas medicali vennero scambiati in fase di installazione dell’impianto e, successivamente, vennero manomessi per nascondere l’errore dei medici. La Procura di Siena ha per questo emesso, dopo accurate indagini, 10 condanne in primo grado, delle quali sei per omicidio colposo, nei confronti del team sanitario coinvolto nella morte di Barbi. Il pubblico ministero senese, Alessandra Chiavegatti, ha condannato a 2 anni ed 8 mesi di reclusione il tecnico specializzato responsabile dell'esecuzione materiale dell'impianto, Vito Cassano, ed il titolare di Ossitali (la ditta che si era occupata dell’intervento), Domenico Matera. La pena per omicidio colposo è stata sospesa per gli atri condannati, cui comunque sono stati comminati 1 anni e 6 mesi reclusione: l’anestesista Giorgio Pula, il responsabile del procedimento in rappresentanza della pubblica amministrazione committente, Guido Bellini, il direttore dei lavori, Alfredo Di Nunzio, e l’ingegnere  e dirigente tecnico, Marcello Bartalucci. Un anno di reclusione è stato decretato per il responsabile della ditta Sapio Life, Michelangelo Nardelli, per il direttore operativo di cantiere, Sandro Vasarri, per Fabio Todoli, dell’ufficio tecnico dell’ospedale, e per Pietro Barberini, direttore dell'unità Nuove Tecnologie. Dall’accusa di omicidio colposo sono stati assolti il direttore di cantiere, Franco Belperio, il direttore generale, Carlo Rinaldo Tomassini, il direttore di Radiologia, Luca Volterrani, ed il primario di Cardiologia dell'aorta toracica, Carlo Cesare Sassi. Assolti, infine, dalle accuse di falso e favoreggiamento, Mario Pierattini, dell'ufficio tecnico, l'anatomopatologa Clelia Miracco ed il direttore sanitario, Laura Radice.

Foto: http://www.naturalmentemeglio.it

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