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Caso ILVA, la solitudine del magistrato Opinion leader

Armando Spataro, procuratore della repubblica di Milano e Beniamino Deidda fino a pochi giorni fa procuratore generale di Firenze, sono intervenuti all'Istituto Stensen di Firenze per parlare di "Dubbio e diritto, ragionevolezza e giustizia", nell'ambito del ciclo "Dubito ergo sum". L'incontro è stato moderato da Giovanna Ichino.

I due magistrati sono perfettamente consapevoli della difficoltà del giudice di raggiungere una soddisfacente verità processuale, al di là di ogni ragionevole dubbio. Ma sulla legittimità e la necessità del sequestro giudiziario degli impianti dell'ILVA di Taranto, il cui inquinamento è responsabile di morte e malattia, non nutrono alcuna riserva: "I magistrati hanno certamente valutato l'importanza del diritto al lavoro, accanto al diritto alla salute, ma non si può qualificare diritto al lavoro un posto in cui si muore", ha detto Deidda. E Spataro: "Il diritto al lavoro si può esercitare solo se è garantita la salute, perciò il diritto alla salute è al primo posto nella gerarchia dei diritti".

Dunque non vi è alcun conflitto fra gli articoli 32 e 1 della Costituzione?: "Nego che ci possa essere una contrapposizione anche in buona fede e che si possano mettere in contrasto, anche perché la Costituzione dice che il diritto al lavoro è il diritto alla realizzazione della propria personalità senza rischi per la propria vita". Spataro, che è nato nella città pugliese, ricorda che quando era giovane la spiaggia vicina ai grandi impianti siderurgici era già ricoperta da uno strato di polvere rossa. Comprensibile certo la prudenza verso un pilastro dell'economia pugliese e italiana, tuttavia il decreto che il governo ha approvato ieri e che punta alla ripresa della produzione "potrebbe configurare una violazione della giurisdizione da parte di un provvedimento amministrativo e perciò ci sono gli estremi per un conflitto davanti alla Corte costituzionale". Per i due magistrati, comunque, questo è uno dei casi che comporta una gestione difficilissima ed è un vero caso di "solitudine del magistrato"."'Siamo di fronte, per l'ennesima volta, a problemi di supplenza della magistratura'', ha spiegato Spataro, aggiungendo di ''ammirare il magistrato che si occupa del caso Ilva di Taranto perché si è conformato ad un principio della nostra Costituzione, l'obbligatorietà dell'azione penale che non sopporta l'influenza di ragioni di opportunità''. Il magistrato ha lodato il comportamento responsabile dei lavoratori: "E' una questione che sollecita la responsabilità di tutti".

Foto: Armando Spataro

 

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