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Caso Lusi e sostenitori di Renzi: che fine ha fatto la lista dei finanziatori? Politica

Chi sono i finanziatori delle campagne e delle iniziative politiche del vulcanico sindaco di Firenze Matteo Renzi? Se lo chiedono in molti, dopo che, all'inizio di marzo, Libero dedicò al primo cittadino del capoluogo toscano un pezzo, firmato dal vicedirettore Franco Bechis, nel quale Renzi era indicato come uno dei beneficiari del sostegno economico dell'ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi, inquisito dalla magistratura per aver prelevato dalle casse del fu partito 13 milioni di euro. Renzi smentì Bechis (“non ho preso un soldo da Lusi”, disse), annunciò querela per l'articolo, e, a domanda dei giornalisti, annunciò anche di essere “pronto a rendere pubblici tutti i nomi dei finanziatori” delle sue campagne elettorali e degli eventi da lui organizzati. “Nei prossimi giorni contatteremo uno ad uno tutti i soggetti che hanno finanziato le mie campagne elettorali, ed eventi come le convention della stazione Leopolda, informandoli di questa nostra volontà – spiegò – dopodichè renderemo noti i loro nomi e gli importi dei loro contributi”. Non c'è che dire: un bel gesto di trasparenza, da compiere con piglio decisionista per togliersi di mano con eleganza una patata quantomai bollente. Era 2 di marzo. Il giorno dopo il sindaco si fece vedere al congresso fiorentino del Pdl, sventolando un foglio di fronte alla platea di centrodestra: “qui Lusi non c'e'”, sorrise al pubblico. Si trattava, come rivelò il sindaco subito dopo, proprio della lista dei suoi sostenitori economici. Solo “quattro pagine”, precisò Renzi; quattro pagine di nomi che però, ad oggi, dopo quasi un mese, restano ancora un mistero, dato che il sindaco nonostante i ripetuti solleciti, non ha ancora reso pubblico il documento come inizialmente promesso.

E' bene precisare 'inizialmente', perchè, già pochi giorni dopo, il 5 marzo, lo slancio di trasparenza del sindaco si ridimensiona notevolmente. Non per colpa sua, ma per “motivi di regole sulla privacy”, spiega Renzi in consiglio comunale: “stiamo contattando tutti i finanziatori per chiedere loro se sono disposti a rinunciare alla riservatezza della donazione”, dice. “Chi accetterà di apparire sulla lista – ha proseguito Renzi – ci sarà; altrimenti, comparirà solo una cifra senza il nome”. Insomma, senza il permesso del donatore, nisba. Solo chi ci sta viene pubblicato. Una cosa ben diversa da quanto annunciato dal sindaco il 2 marzo. In ogni caso da questo momento Renzi, sulla ormai annosa questione della lista, si cuce la bocca. “Se ne stanno occupando gli avvocati” è l'invariabile risposta che rifila a chi chiede che fine abbia fatto il documento. Il tragitto del giovane primo cittadino di Firenze verso la glasnost sui sui sostenitori economici non trova un'accelerazione nemmeno quando alcuni giorno dopo, lo stesso Luigi Lusi, intervistato da Servizio Pubblico di Michele Santoro, ammette tranquillamente di aver finanziato il sindaco.

Per le affermazioni dell'ex tesoriere alla trasmissione tv, Renzi non annuncia querela come con Bechis, ma, se i vertici della Margherita, anche loro bersagliati in tv dalle dichiarazioni scottanti dell'ex tesoriere, “decideranno di farlo, mi sentirò rappresentato”, spiega. Epperò ancora niente lista dei suoi finanziatori, né altri interventi sul caso Lusi. Fino a ieri, quando, in un'intervista al settimanale A, il sindaco torna a parlare della vicenda, che ancora tormenta il centrosinistra. “Ora c'è da fare una sola cosa. Chiarezza – proclama – tutti sanno dove sono andati a finire quei soldi. E lo dicano chiaramente. Che si mettano le carte della Margherita, tutto quello che c'è, su internet. E che si faccia questo esercizio per tutti i partiti, visto che hanno ricevuto i soldi dei contribuenti”, tuona Renzi. Per dare un buon esempio di trasparenza ai suoi compagni di ex partito, magari potrebbe partire lui. Pubblicando quel semplice “foglio di 4 pagine” che aveva promesso di diffondere più o meno un mese fa.

 

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