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Caso Magherini, Romanelli (Sel): “Regione valuti costituzione parte civile” Politica

Firenze – Ieri, in occasione del Convegno “Libertà e sicurezza – Quali tutele per i cittadini fragili”, organizzato da Sinistra Ecologia e Libertà, è stata annunciata, da parte del consigliere regionale di Sel Mauro Romanelli, la presentazione di un’interrogazione urgente in Regione sulla vicenda di Riccardo Magherini.

A breve, l’8 gennaio 2015, ci sarà l’udienza preliminare del processo per la morte di Riccardo; si chiede quindi con l’interrogazione che la Giunta Regionale valuti insieme al Comune di Firenze la possibilità di costituirsi parte civile in sede processuale” ricorda il consigliere.

Del resto, la giunta fiorentina aveva espresso vicinanza alla famiglia Magherini, ricorda il consigliere di Sel, oltre a “piena collaborazione istituzionale per l’accertamento dei fatti, e disponibilità a valutare un’eventuale costituzione di parte civile, qualora se ne ravvisassero gli estremi, pur ravvisandone l’assoluta prematurità in quel momento”. Ad ottobre era stata resa pubblica una lettera del governatore Enrico Rossi, in cui esprimeva “pubblica vicinanza e si augurava il pronto accertamento di ogni eventuale responsabilità”.

“Ora è doveroso recuperare la dignità e il rispetto per Riccardo Magherini – continua Romanelli – un cittadino toscano onesto, che attraverso la sua attività sportiva giovanile è stato anche meritevole rappresentante della nostra Regione. E’ giunto il momento che le Istituzioni si adoprino per fugare ogni ragionevole dubbio, ogni sensazione di possibili solidarietà indebite o reticenze su un caso che ha scosso la coscienza della città di Firenze e di tutta Italia: per questo chiediamo alla Regione di coordinarsi col Comune di Firenze e valutare insieme la Costituzione di Parte Civile. Credo sia il momento per pensarci seriamente e concretamente”.

La storia di Riccardo Magherini, d’altro canto, è un tassello di un tragico puzzle che, seppure in circostanze diverse tra loro, ha gettato e getta una ombra lunga sulla storia del nostro paese. Circostanze per cui sono in corso accertamenti e per alcune esiti processuali diversi, come ricorda il consigliere regionale, “da Stefano Cucchi, a Francesco Mastrogiovanni, da Federico Aldrovandi a tante altre, come quella di Marcello Lonzi morto a Livorno nel carcere delle Sughere, o quelle di Aldo Bianzino e Giuseppe Uva”.

Il rischio di fronte a questi episodi, “considerati nel loro insieme”, è quello “di provocare e allargare una frattura profonda nel rapporto di fiducia tra le Istituzioni e i cittadini, soprattutto qualora non sia dato corso a un puntuale, trasparente, inequivoco, percorso di accertamento di quanto avvenuto e di eventuali responsabilità, e al pieno risarcimento e resa di giustizia alle famiglie, ove appunto l’accertamento dei fatti ne imponga la giustezza e il diritto”.

Conclude Mauro Romanelli: “In questo senso noi ci schieriamo e chiediamo alle Istituzioni di schierarsi dalla parte dei cittadini e delle famiglie colpite. Non per emettere sentenze preventive o per decidere prima colpevolezza o innocenza di chicchessia, ma per chiedere insieme a loro con forza Verità e Giustizia, senza indugio e reticenza, senza se e senza ma”.

 

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