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Cassa integrazione in deroga, boom di accordi, ma risorse a rischio Economia

L’esplosione della Cassa integrazione in deroga in questo inizio di 2013 è il dato più allarmante che segnala il Primo Focus sull’Economia regionale realizzato da Ires per Cgil Toscana. Da gennaio 2012 a Gennaio 2013 un incremento del 64%, ben 3392 accordi di cassa in deroga solo in questo primo mese dell’anno, per un totale di 15 mila lavoratori coinvolti, a cui si aggiungono i circa 5000 che aspettano il rinnovo degli accordi. «Questo significa che già dai prossimi giorni si prefigura un esaurimento delle risorse stanziate per l’intero anno – ha commentato il segretario Cgil Toscana, Daniele Quiriconi – Non ha senso riformare gli ammortizzatori sociali in piena crisi. La riforma va rinviata e la cassa integrazione deve essere rifinanziata, ma non con cifre nell’ordine di centinaia di  migliaia di euro. Servono alcuni miliardi se non vogliamo navigare a vista e rischiare che salti qualsiasi coesione sociale».
Dai dati su produzione industriale, consumi e occupazione emerge il persistere di una grave sofferenza economica e sociale, in linea con il resto del Paese. La produzione industriale ha perso ancora un 5% nell’ultimo trimestre del 2012 e non si scorgono segnali di ripresa. Non rassicura il fatto che l’export toscano continui a crescere (+8% negli ultimi 2 anni), trainato dai comparti del Tessile-Abbigliamento-Calzaturiero e Metalmeccanico, poiché, come ha spiegato ancora Quiriconi «i distretti che esportano rappresentano solo il 20% delle imprese toscane».

Non traggano in inganno nemmeno i dati sull’occupazione, che raccontano da un lato dell’aumento dei disoccupati (al 7,3% a fine 2012, erano il 5,7% a fine 2011) e dall’altro di una lieve crescita del tasso di occupazione (64,5% a fine 2012). «Lo stok di occupati, pur rimanendo tutto sommato stabile, segna uno scadimento della qualità del lavoro – ha spiegato Fabio Giovagnoli, Direttore Ires – Questo perché i disoccupati, bisognosi di reddito, si mettono alla ricerca di un nuovo lavoro, ma spesso rientrano nel mercato lavorativo con un reddito inferiore a quello che avevano in mobilità, come dimostra un nostro sondaggio sulle dichiarazioni Isee, ma anche con forme contrattuali precarie». Una grossa fetta degli avviamenti al lavoro nel 2012 ha riguardato infatti  tipologie di contratti a tempo determinato o a somministrazione, comunque diminuiti del 11,6% rispetto al 2008, mentre in 4 anni si è assistito a una vera e propria esplosione del +200% degli avviamenti per lavoro occasionale o a chiamata. Di contro, gli avviamenti per lavori a tempo indeterminato hanno subìto un tracollo, sempre tra il 2008 e il 2012, del 44%. Inoltre, l’incremento del tasso di occupazione è stato determinato soprattutto dal settore dei servizi, mentre nel quadriennio preso in esame l’industria, sinonimo di lavoro strutturato e tutelato, ha perso circa 100 mila addetti. «Sulla base delle nostre proiezioni il tasso di disoccupazione tornerà nel 2013 a superare l’8,5%  –  ha aggiunto Giovagnoli – con una forte incognita determinata dalle risorse per gli ammortizzatori sociali in via di esaurimento».
Capitolo a sé riguarda l’occupazione giovanile.  Nel quadriennio 2008-2012 gli occupati tra i 15 e i 34 anni sono calati del 20%, mentre le università toscane hanno perso oltre 10 mila matricole, segno di una perdita di fiducia nelle possibilità aperte dalla laurea o di una crescente difficoltà economica nel mantenersi agli studi, e tra gli under 34 è cresciuta del 35% la quota dei cosiddetti NEET, coloro che non lavorano e non studiano. A chiudere  la panoramica, il calo dei consumi del 14% (-12% i consumi alimentari) e l’aumento delle sofferenze bancarie, che supera il tetto dei 9 miliardi di euro, con una contrazione dei depositi e degli impieghi.

 

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