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Casseri si è suicidato, l’autopsia lo conferma Cronaca


L’autopsia lo conferma: Gianluca Casseri, l’assassino di Samb Modou, 40 anni, e di Diop Mor, 54 anni, si è sparato. Nessuno dei due colpi esplosi da un poliziotto all’interno del garage del mercato lo ha raggiunto. Quando ha visto i primi agenti ormai vicini alla sua auto, l’uomo ha puntato la sua 357 Magnum Smith&Wesson contro la  bocca e ha fatto fuoco. Anche l’autopsia eseguita sui corpi dei due senegalesi ammazzati in piazza Dalamazia, in un giorno di mercato, ha confermato il risultato cui subito erano giunti gli investigatori: a sparare è stata solo la 357 Magnum di Casseri, e i proiettili sono quelli che lo stesso Casseri si fabbricava da solo, nella cantina della sua casa pistoiese. Del resto, la ricostruzione degli ultimi attimi di vita del killer razzista non lasciavano adito a molti dubbi, né sul suo intendimento, né sulla dinamica della sua morte: infatti, è stato confermato dagli inquirenti che l’assassino aveva ricaricato completamente la pistola, che conteneva altri 5 colpi oltre a quello che gli è servito per uccidersi: probabile che volesse continuare l’operazione intrapresa, e che, vedendosi braccato e accerchiato, abbia rivolto semplicemente la sua violenza contro se stesso.
Intanto, la Procura ha aperto un fascicolo per apologia di reato contro chi ha inneggiato apertamente sul web all’azione di Casseri. La caccia verrà portata avanti dalla polizia postale, che cercherà di identificare coloro che hanno inneggiato alle gesta di Casseri.

Terrorismo razzista. E’ il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, a coniare il termine, in una giornata in cui è inevitabile, per lui, sentirsi porre ancora delle domande sull’agghiacciante episodio di due giorni fa, quando un folle ha ucciso due ragazzi  senegalesi  in Piazza Dalmazia e ne ha ferito un terzo. «La vicenda non può essere ridotta al gesto di un folle – ha dichiarato ai giornalisti a margine di un convegno sul sistema sanitario regionale – Siamo in presenza di un atto di terrorismo razzista che s’inserisce in una scia di episodi che stanno avvenendo non solo in Italia, ma anche in Europa . Bisogna continuare a discuterne ed esprimere vicinanza vera alla comunità senegalese. Bisogna chiedere scusa a coloro che sono perseguitati per ragioni di razzismo – ha proseguito Rossi – La battaglia culturale e politica contro questo fenomeno è un punto dirimente per le istituzioni. Va potenziata l’attività investigativa, anche rivedendo la legge Mancino, e soprattutto le forze politiche, tutte, devono ripulire il loro linguaggio e prendere le distanze da circoli, associazioni e simpatizzanti che inneggiano al razzismo».

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