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Casta e sprechi, la Regione lima le spese Politica

Regione Toscana, sprechi della casta. Sembra un facile binomio e tuttavia, nel confronto con gli emolumenti dei consiglieri delle altre regioni, si scopre che la Toscana è insolitamente parca: “solo” 5.500 euro al mese (netti) per un consigliere che, come Mauro Romanelli (Sel) cumula anche la carica di segretario questore. E che, insieme al collega della Lega Nord Gianluca Lazzari (i segretari questori sono due, appunto Romanelli e Lazzari) hanno rinunciato al dirigente che pure spettava loro per la segreteria sostituendolo con due segretari semplici. Con un doppio vantaggio per la collettività: hanno aumentato i posti di lavoro (due assunzioni) diminuendo nel contempo la spesa (risparmiati 30mila euro circa).

Piccole cose, si dirà, ma che tuttavia mandano un segnale importante: come il ridurre man mano il numero dei consiglieri regionali toscani, saliti a 65 nel 2004, scesi a 55 nel 2010, ulteriormente tagliati a 40 nella prossima legislatura.
“E’ assurdo sentire che bisognerebbe tagliare il numero dei consiglieri fin da subito – spiega Romanelli – si tratta di eletti, in che modo si dice “adesso basta, tornate a casa”, a gente eletta con regolare elezione?”.
Certo, è vero che la legge elettorale toscana è quella che è, vale a dire è la sperimentazione casalinga del “porcellum” nazionale.
Una legge che fu frutto di un accordo trasversale centrodestra-centrosinistra nel 2004 (la stessa che portò il numero dei consiglieri regionali a 65) e che vide la nascita di un’istituzione che si trova solo in Toscana: il portavoce dell’opposizione, una figura consacrata nell’art. 10 dello Statuto regionale.

Una figura che, in quanto struttura di supporto, gode della dotazione di 1 responsabile di segreteria, 1 funzionario e un istruttore.
“Al di là di questo – spiega Romanelli – il problema è anche politico: infatti, a differenza di tutte le altre regioni, oltre al presidente del consiglio fornito dalla maggioranza uscita dalle elezioni, in Toscana abbiamo il portavode dell’opposizione fornito dalla minoranza più forte. Con un sottile distinguo: il consigliere del centrodestra (è questa la minoranza più forte) che assolve alla funzione di portavoce dell’opposizione, è un consigliere “in più” rispetto all’intero parco di eletti, e va a ricadere sugli altri gruppi di minoranza, anch’essi all’opposizione”.
Ma al di là del punto politico, la questione appare chiara: per Romanelli, quando si va a tagliare è necessario tagliare il superfluo. E il portavoce dell’opposizione, par di capire, è una spesa superflua per l’esonente di Sel. Anche perchè, volente o nolente, finisce per penalizzare gli altri gruppi d’opposizione attuando una sorta di discriminatoria …. all’opposizione.

Ma altri tagli, altri sprechi?
Per esempio, la questione, toccata nell’estate scorsa dall’Udc e ribadita da Romanelli, del personale della giunta. Un organico di un certo rispetto (oltre 2mila unità  a luglio 2011) con 146 dirigenti e 1211 funzionari di categoria D, vale a dire la più elevata (e dunque più dispendiosa). Lasciando da parte le modalità di assunzione (31 per concorso pubblico, 33 con concorso interno o riservato, 25 a seguito di chiamata a contratto o contratto a tempo determinato, 32 per trasferimento da altro ente, senza considerare 7 dirigenti che nel luglio scorso risultavano nel “contingente a disposizione” e 3 “comandati senza incarico”, come riporta la nota diffusa dal capogruppo Udc Marco Carraresi), guardiamo quanto costano: un po’ più di 145mila euro all’anno (tetto massimo) a un minimo di poco oltre i 105mila euro. Non c’è male.

Allargando un po’ lo sguardo, altri soldi se ne vanno in scelte che l’esponente di Sel giudica almeno discutibili. Ad esempio, i 78 sacerdoti che sono stati assunti dalle Asl a tempo indeterminato senza concorso e indicati dal Vescovo. Che costano alla Regione oltre 2milioni di euro all’anno.
“Potrebbe essere un taglio proponibile – commenta Romanelli – soprattutto in un perido come questo, quando la politica governativa dei tagli lascia le regioni nella condizione di diminuire i servizi sociali dedicati alle fasce deboli, che sono anche le più martoriate dalla crisi”.

E’ vero che alcune cose sono state fatte, sul fronte del taglio allo spreco.
Oltre alla scelta della diminuzione drastica dei consiglieri, l’Ufficio di Presidenza ha dimezzato i fondi dedicati alla Festa della Toscana, con un risparmio di 400mila euro. Ancora, più che dimezzati i fondi di rappresentanza per i consiglieri, passati da 4mila a 1500 euro annui.

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