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Catadiottri mannari Rubriche

Ne da contezza il Dizionario Garzanti consultabile su http://garzantilinguistica.sapere.it/. Se non che lo stesso dizionario on line alla voce catarifrangente fornisce la seguente definizione, “rimanda nella stessa direzione la luce da cui è colpito: gemma catarifrangente s. m. dispositivo catarifrangente applicato a veicoli o a ostacoli…”. E’ vero che la lingua è cosa viva e quindi come tale si evolve ma mi sento un po’ imbrogliato se trovo su di un testo ufficiale una nuova parola che sostituisce una molto più vecchia e diffusa senza che ve ne sia un motivo lampante: si è sempre detto catarifrangenti, che ci azzeccano, direbbe qualcuno, i catadiottri? Si potrebbe dire che termini meno consueti vengono spesso utilizzati per incutere una certa sudditanza psicologica nel lettore; ma allora perché qualche rigo sotto si legge che “per diminuire il dolore delle ustioni (bruciature) si deve, se possibile, fare uso di acqua fredda”? Magari mi sbaglio ma mi sembra più ostico catadiottro che ustione, eppure l’estensore di un testo così fondamentale viene qui in soccorso dello studioso chiarendo, senza ombra di dubbio, che un ustionato è uno che si è bruciato. Immagino che a questo punto a qualcuno di voi debba essere sorta la domanda su quale sia testo a cui sto dedicando così tanto tempo e tanta attenzione. Si tratta di “Quiz per il conseguimento della patente di guida "B" – NUOVI QUIZ 2011” che si trovano su www.mininterno.net. Voglio chiarire subito che, alla mia veneranda età, mi trovo a doverci avere a che fare perché sono un imbecille, e per vari motivi: impallinato un paio di volte dal famoso autovelox di viale Etruria, alla fine della FiPiLi, non me ne sono curato e non ho fatto il ricorso che invece hanno presentato frotte di cittadini che hanno almeno ottenuto la sospensiva del provvedimento; colpito ed affondato anche dall’autovelox del raccordo di Firenze sud, mi sono fatto beccare mentre nel rassegnato traffico lento di viale Belfiore ero impegnato in una qualche amena conversazione telefonica. Insomma: 0, dicasi zero, punti alla patente e conseguente obbligo di rifare completamente l’esame, sia teorico che pratico. Se fossi stato anche solo un po’ furbo avrei potuto negare di essere io alla guida facendo testimoniare al vecchio zio che non conduce più la sua Fiat 850 beige ma che ha ancora la patente, che era lui a strapazzare il codice della strada sulla mia Panda. Ma sono un imbecille, ve l’ho detto. Ed eccomi qui ad aggirarmi con aria smarrita fra “frenata” e “frenatura” inserite nella stessa frase, a ripensare con simpatia a Clet, l’artista di strada, che si ostina a intervenire in maniera senz’altro divertente sui cartelli pur consapevole che “è proibito imbrattare la segnaletica stradale”, a spremere le mie sinapsi residue per calcolare impossibili intrecci di precedenze, a rimanere stupito se alla domanda “Il poggiatesta è particolarmente utile per rilassare la muscolatura durante la guida” la mia risposta “vero” risulta sbagliata.

Gianni Caverni

 
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