energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Cause del virus: Cina in difficoltà, ora accetta un’indagine Oms Politica

Parigi – Un rapporto segreto in cui si analizzano le crescenti ostilità nel mondo contro la Cina starebbe mettendo in allarme il governo cinese, al centro dall’inizio al centro di accuse e accese polemiche per la sua gestione del coronavirus e i suoi ritardi nel comunicare la gravità del Covid 19.

Secondo il documento, di cui il primo a dare  notizie è l’agenzia Reuters, ci si deve attendere a una “guerra fredda” tra Cina e Stati Uniti. Sempre che non si trovi un accordo sul contenzioso commerciale

L’istituto di ricerca cinese, autore del documento, paragona infine la situazione attuale a quella che si era venuta a determinare dopo il massacro avvenuto nel 1989 sulla piazza Tiananmen di Pechino quando le autorità avevano represso con i carri armati una manifestazione di studenti uccidendone migliaia.

Il rapporto, che sarebbe stato presentato all’inizio del mese scorso alle più alte autorità de paese, tra cui il presidente Xi Jinping, concludeva affermando che il sentimento anticinese ha raggiunto ora il suo più alto livello da Tiananmen. In Cina ogni riferimento a Tiananmen è stato finora tabù. “Paragonare il dopo Covid19 al dopo Tiananmen sarebbe una conclusione-choc che spiegherebbe la diffusione limitata del documento” ,  spiega l’agenzia britannica che precisa di essere stata informata del contenuto del documento da fonti informate. Dopo il massacro, la Cina aveva dovuto attraversare un lungo periodo di isolamento internazionale e far fronte a sanzioni economiche.

Sempre secondo la Reuters a dare peso a questo allarme sarebbero la credibilità degli istituti  cinesi di relazioni internazionali che lo hanno redatto (CICIR), la più importante thik tank di politica internazionale del paese.

Il documento è stato redatto mentre la Cina stava cercando di convincere l’opinione internazionale che la sua gestione del coronavirus era stata un modello da emulare. Nel tentativo poi di attenuare l’immagine disastrosa nel mondo aveva moltiplicato l’invio di mascherine a vari paesi tra cui l’Italia. Il male però era già fatto, soprattutto negli Usa dove ormai il 66% ha un’opinione negativa contro il 34% di qualche settimana prima. Il suo rifiuto poi ad aprire le porte a un’inchiesta internazionale sul suo territorio per ricostruire le varie fasi dell’epidemia, scoppiata nella città di Wuhan alla fine del 2019 ha poi peggiorato la situazione.

Il documento, che è stato ripreso anche dal settimanale Le Point, non conterrebbe alcun consiglio o messaggio alle autorità cinesi. Secondo Zhao Tong ricercatore cinese della Fondazione  Carnegie, il documento non dovrebbe orientare Pechino a calmare il gioco, ma piuttosto in contrario spingerlo a irrigidirsi ulteriormente per rafforzare il suo ruolo di potenza mondiale. Anche a spesa degli Stati Uniti, paese che considerano in declino.

Se l’ipotesi di un confronto armato che sarebbe drammatico per l’intero pianeta sembra assai improbabile, quella di una guerra fredda tra Pechino e Washington sembrerebbe, stando ad alcuni commenti, ineluttabili.

Un piccolo segnale che potrebbe smentirla viene dalla Cina che, dopo essersi opposta a ogni inchiesta internazionale sul coronavirus, ha ora aperto uno spiraglio caldeggiando una “valutazione da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità della risposta mondiale all’epidemia”.

La decisione interviene sull’onda della pressione occidentale, soprattutto americana e australiana. Su questa “valutazione”, che secondo Pechino dovrà essere “aperta, trasparente e completa” dovrà ora essere approvata dall’assemblea dell’OMS. Organizzazione, va ricordato, accusata di “legami pericolosi” proprio con la Cina.

Foto.il leader cinese Xi Jinping con Giuseppe Conte

Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Translate »